lunedì, 3 ottobre 2022

Bookciak, Cecilia Strada premia sei giovani registe a Venezia

Bookciak, Cecilia Strada premia sei giovani registe a Venezia

Venezia, 30 agosto- “Basta fare la guerra ai poveri”. A dirlo è Cecilia Strada, arrivata alla Mostra del Cinema di Venezia come presidente della giuria del concorso Bookciak Azione! 2022. Evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori, in collaborazione con SNGCI, Spi-CGIL e LiberEtà, il concorso cineletterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi celebra l’intreccio tra cinema e letteratura attraverso i bookciak, ovvero dei corti di massimo tre minuti ispirati a romanzi, graphic novel e poesie.

Quest’anno, giunto alla sua XIesima edizione, il Palmares è stato tutto al femminile. Premiate da Cecilia Strada, affiancata da Wilma Labate, Teresa Marchesi e Gianluca Arcopinto, sei giovani registe, tra le quali quattro allieve del CSC sede Sicilia diretto da Costanza Quatriglio.
Da qui vengono infatti le vincitrici della sezione Memory Ciak, realizzata in collaborazione con il premio Zavattini, Spi-CGIL e LiberEtà e sono: Giulia Di Maggio, Ambra Lupini e Sara Maffi premiate per Il periodo liberamente ispirato a Imperfetto futuro di Paola Salvadori (LiberEtà). E sempre dalla sede siciliana viene Beatrice Perego sul podio con Due case liberamente ispirato a Sindrome Italia. Storia delle nostre badanti di Tiziana Francesca Vaccaro e Elena Mistrello (BeccoGiallo edizioni). Si aggiungono a queste Giulia Mailungo con Radici, liberamente ispirato a Ninna nanna delle mosche di Alessio Arena (Fandango Libri) e Manola Massimo con Bad Vibes, liberamente ispirato a Neroconfetto di Giulia Sara Miori (Racconti).

Cecilia Strada, figlia di Gino Strada, presidente di Emergency dal 2009 al 2017 e ora impegnata con ResQ People Saving People, onlus italiana che soccorre i naufraghi nel Mediterraneo, si aspettava che il nodo migranti sarebbe stato al centro della campagna elettorale. “Farei fare a Giorgia Meloni una vacanza in mare a bordo di una nave soccorso che recupera i migranti- dice-. Sulla loro pelle si costruiscono carriere politiche. I migranti vivono un’emergenza: imprigionati e torturati nei lager della Libia, spesso muoiono in mezzo al mare e vengono accolti poco e male quando arrivano a terra”. E poi ancora: “ Quando mi trovo su una nave di soccorso per i migranti non vorrei avere con me i miei amici, ma gli haters che mi scrivono sui social o i vari ministri e politici che hanno parlato di chiudere i porti. Sono convinta che quando ti trovi fuori da Facebook e guardi in faccia queste donne, uomini e bambini cambi idea”.

Infine su Bookciak conclude: “È stata una bellissima esperienza. È un’iniziativa che fa cultura con un occhio ai diritti; unisce esperienze diverse, difficoltà diverse e le fa parlare tra di loro. Poi il tema di quest’anno è mare aperto”.

Leggi anche