sabato, 16 novembre 2019

Bill Murray a Roma, dal pigiama al premio alla carriera

Bill Murray a Roma, dal pigiama al premio alla carriera

Roma, 18 ottobre (Red. Cin) – Bill Murray “non ce la fa a venire, è ancora in pigiama nella sua camera d’albergo”. Così il direttore della Festa del cinema di Roma, ha spiegato l’assenza in conferenza stampa del grande attore, premio alla carriera 2019 con Viola Davis. Murray non si è sottratto invece all’incontro con il pubblico dove Wes Anderson, oltre a consegnargli il riconoscimento ha animato con lui un dialogo torrenziale e surreale, ricco di divertenti aneddoti, difficile da seguire per chi tra il pubblico non parlasse inglese: i due attori infatti hanno fatto chiaramente capire che preferivano andare a ruota libera.E fra le sorprese l’arrivo di Frances Mc Dormand che si siede anche in braccio all’amico Murray: “Una volta mi ha preso in braccio e mi sono quasi rotta una costola. Poi mi ha lasciata a terra. Sono qui per lui perché lui c’è stato sempre per me” dice l’attrice.Anderson

“«Sono fortunato. Nella prima parte della carriera mi ha aiutato John Belushi; nella seconda tre registi, Wes, Sofia Coppola e Jim Jarmusch” ha spiegato l’attore, che ha preferito prendere nel racconto di vari aneddoti voli pindarici difficili da controllare. Ma ha anche condiviso molte riflessioni interessanti sulla sua carriera e sul suo lavoro con grandi registi, a partire da : “”In passato mi spiegava i personaggi. Ora ci sediamo a prendere un aperitivo, ci guardiamo e pensiamo: o ne ordiniamo un altro o parliamo del film. L’ultima volta che mi hanno dato un suo copione mi hanno chiesto se volevo incontrare il regista. Ho risposto solo no”.

Per festeggiare l’attore 69enne. arrivano anche i video messaggi din tanti amici, da Anjelica Houston a Jim Jarmusch, passando per Tilda Swinton. Tra i registi con cui Murray ha preferito lavorare c’è, insieme a nomi com Sofia Coppola, anche Roger Michell. Il regista di Notting Hill “con cui ho fatto A Royal Weekend. Ha avuto un figlio e quindi ogni giorno alle 6 finivamo di girare. Eravamo in Inghilterra d’estate e il sole tramontava tardi. Quindi ogni sera vedevo un bel tramonto tornando in macchina, il che mi faceva pensare: “Beh non è una brutta vita”. Alla fine arriva anche un appello per Roma, i romani oggi devono avere cura della città, amarla”.

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