domenica, 27 settembre 2020

Berlinale: Szumowska, Mug contro il consumismo

Berlinale: Szumowska, Mug contro il consumismo

Berlino, 24 febbraio – La cineasta polacca Malgorzata Szumowska, Orso d’argento per la regia nel 2015 e vince quast’anno il Gran premio della Giuria con Mug. Protagonista della storia è un operaio appassionato di heavy metal
che mentre lavora alla costruzione di una statua di Cristo più alta perfino di quella di Rio de Janeiro, al confine tra Polonia e Germania, cade dall’impalcatura perdendo letteralmente i connotati.

Gli trapiantano il volto di un altro, ma nessuno vuole più avere rapporti con lui e perfino in famiglia lo pensano posseduto dal demonio, fino a chiamare un esorcista. Ispirato a un fatto di cronaca, il film, prende spunto dall’operazione di trapianto realmente effettuata in un centro medico polacco ma è un pesante atto di acuta , caustico e grottesco, sull’ipocrisia della società e la sudditanza psicologica al consumismo e a valori che tengono tutti in schiavitù nelle società omologate del mondo. Il film contesta più del resto la Chiesa: “Il suo potere, da noi – ha detto la regista- non è mai stato messo in discussione…”

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