venerdì, 2 ottobre 2020

Berlinale, Huppert fatale come Moreau

Berlinale, Huppert fatale come Moreau

Berlino, 18 febbraio – Berlino, 17 Febbraio (red cin)- Se non fosse per la forza anche seduttiva di una protagonista come Isabelle Huppert Eva di Benoît Jacquot, nel nuovo adattamento del romanzo di James Hadley Chase che ha debuttato in prima mondiale a Berlino sarebbe un film senza particolari ambizioni, Questo generalmente il commento con il quale lo ha accolto la critica nel paragone, inevitabile, con il primo adattamento già portato sul grande schermo da Joseph Losey nel 1962 con una grande Jeanne Moreau nel ruolo della protagonista.

Huppert, con un caschetto alla Louise Brooks appena più lungo nel carrè e un rossetto scarlatto come lo smalto alle unghie è una escort da 300 euro a colpo che finisce per diventare l’oggetto del desiderio proibito di un giovane scrittore per caso, interpretato da Gaspard Ulliel. Ex badante di un drammaturgo inglese che muore sotto i suoi occhi senza che lui faccia un gesto per impedirlo, mentre non mostra il minimo scrupolo nell’assecondare i suoi desideri anche sessuali, gli sottrae il copione della sua ultima pièce diventando suo malgrado un autore di successo. Impostore, incapace di dar seguito alle acclamazioni con una nuova ispirazione prova a mettere in scena proprio la storia di questa donna misteriosa e seducente ma resta invischiato nella sua rete e nel suo stesso desiderio morboso. Jacquot aveva visto il film di Losey proprio mentre sognava di diventare un regista. E per la sesta volta regista di Isabelle Huppert, la trasforma in una femme fatale., ma anche in una dark lady senza scrupoli. Dive Huppert: “Interpreto una donna ambigua che prende però il cliché della femme fatale in contropiede #MeToo? La domanda non può mancare alla Berlinale militante: “.Da sempre faccio cinema per parlare delle donne. Sono contenta che ora di questi argomenti si parli in in modo chiaro. E spero, definitivo”.

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