giovedì, 19 settembre 2019

Berlinale 69: Ozon contro la pedofilia

Berlinale 69: Ozon contro la pedofilia

Berlino, 8 Febbraio (ldc)- “Per le vittime della pedofilia non è mai facile parlare, chi lo fa riesce a liberarsi solo dopo solo dopo avere la percezione di una propria realizzazione nella vita lavorativa. Ma soprattutto familiare”: a Berlino Francois Ozon è sincero e duro, ma soprattutto realisticamente in sintonia con il suo film: Grace à Dieu che dopo commedie intriganti come Doppio amore, Franz, 8 donne e un mistero, per la quinta volta in concorso alla Berlinale pesca dalla cronaca un vero eproprio film manifesto contro la pedofilia nella Chiesa. Un film decisamente anomalo per il curriculum di un autore che ama molto leggerezza (e canzoni…) in una filmografia segnata soprattutto dalle commedie, anche sentimentali ma l’urgenza di dare alla sua creatività una sterzata forte snel noem del cinema del reale nasce proprio da un fatto di cronaca, l’inchiesta su padre Bernard Preynat il prete pedofilo ancora al centro di un processo che si chiuderà entro l’anno, accusato di aver abusato di ben settanta boy scout nell’omertà generale del mondo religioso che non lo ha mai sospeso ma soprattutto mai allontanato dai ragazzi e dal pulpito.

Tre i casi che il film prende in considerazione, casi di vittime che hanno avuto comunque conseguenze e comportamenti molto diversi tra loro: Alexandre (Melvil Poupaud), il più ‘borghese’ e cattolico ha denunciato gli abusi ma solo alle autorità ecclesiastiche, Francois (Denis Ménochet) è diventato ateo sollevando il caso sui media; infine Emmanuel (Swann Arlaud), porta i segni delle molestie subite in un carattere e una quotidianità segnata dalle fragilità del suo carattere. Tra tutti il fil rouge su una battaglia pubblica ma anche di una guerra intima, privata, che Ozon racconta in un equilibrio perfetto tra verità e finzione come tra pubblico e privato, “Quello che il film racconta è già noto al pubblico, in Francia è apparso sui giornali “, precisa il regista a Berlino.

Ma quando proprio lunedì sarà ufficialmente presentato a Lione, proprio dove si sono svolte le molestie, si vedrà quanto sarà ancora alta la temperatura della tensione crescente che si registra intorno al caso da mesi: recentemente, come ha fatto notare il regista, anche gli avvocati delle tre vittime che avevano seguito la vicenda degli abusi per la diocesi hanno querelato la produzione minacciando per questioni di privacy di bloccare l’uscita.

Dopo molti film dedicati al mondo delle donne Ozon voleva indagare i comportamenti e i sentimenti maschili. L’incontro con l’associazione ‘La Parole Libérée’, gli ha dato l’occasione di affrontare, con questa storia, un tema che tocca la società anche la famiglia.
Un film politico, dunque, alla fine? “Diciamo piuttosto un film civile” risponde Ozon da Berlino, sperando che questo film riesca ad aprire il dibattito anche nella Chiesa, Che insomma riesca a rompere omertà e silenzio”. Grace à Dieu sarà distribuito in Italia da Academy Two.

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