venerdì, 19 gennaio 2018

Ben Affleck in The Accountant

Ben Affleck in The Accountant

Roma, 18 ottobre (M. Puc.) – Un genio dei numeri e della matematica lavora come contabile freelance per alcune delle organizzazioni criminali più potenti del mondo. Un’occupazione che è meglio tenere a bada da pettegolezzi e maldicenze quella di Christian Wolf, che un giorno viene chiamato dalla Living Robotics, famosa compagnia elettronica di produzione di protesi all’avanguardia per indagare su un’irregolarità nei propri bilanci contabili. Christian assume così l’incarico di un cliente legittimo, o almeno è quel che lui crede fino a quando non scoprirà cosa si cela dietro la perdita del denaro e un susseguirsi di omicidi. E’ la storia di The Accountant, il nuovo film di Gavin O’Connor (“Warrior”, “Pride and Glory – Il prezzo dell’onore”) presentato nella seleione ufficiale della Festa di Roma e dal la prossima settimana, il 27 ottobre, disponibile nelle sale italiane.

Gavin O’Connor, sulla base della sceneggiatura di Bill Dubuque (“The judge”) ha affidato il ruolo del protagonista a Ben Affleck, il contabile, protagonista della vicenda e di cui la Divisione Crimini del Dipartimento del Tesoro ricerca la vera identità. “Ciò che mi ha colpito del mio personaggio non è il suo modo di essere diverso, ma il suo modo di essere simile agli altri – spiega Affleck presentando il film sulle note inviate anche al pubblico della Festa – Si confronta con le differenze tra lui e quello che è considerato normale, e questo rappresenta una difficoltà da superare nella vita”.

La divisione è capeggiata da Ray King, interpretato da J.K. Simmons che anche qui, come in “Whiplash”, conferma ancora una volta un grande talento. L’artefice della scoperta della falla nei libri contabili della Living Robotics, colei che supporterà e incoraggerà l’attività di Chris è Dana Commings, interpretata da Anna Kendrick.

O’Connor racconta la storia attraverso un secondo filo conduttore, connesso al passato di Christian: un vissuto segnato dall’allontanamento della madre e da una rigida educazione da parte del padre, che lo hanno fatto crescere con la consapevolezza di essere un “diverso” . Wolf in realtà è affetto da una forma di autismo e  come spesso accade a chi ha questa differenza ‘speciale’ ha un quoziente intellettivo molto alto, arma infallibile con i numeri.

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