martedì, 26 settembre 2017

Bellucci produttrice di fiction?

Bellucci produttrice di fiction?

Cannes, 19 maggio – “Ci sono tanti modi di comunicare e anche di vedere film. Io per esempio  vedo le mie figlie che come tutti i ragazzi hanno un 3D incorporato nel cervello e mentre con il telefono riescono a parlarmi fanno contemporaneamente tante cose che a me proprio non riescono… E’ qualcosa che appartiene ai nostri tempi e bisogna cercare di capire, non di avere un rifiuto a priori”. Parola di Monica Bellucci che all’indomani della performance applauditissima con la quale ha inaugurato il Festival come madrina così risponde ai giornalisti italiani anche sul caso Netflix.

Per l’ottava volta a Cannes, racconta i suoi ricordi “dalla prima montée des marches nel 2000 a braccetto con Gene Hackman e Morgan Freeman ma soprattutto non si sottrae alle domande sul ritorno di Twin Peaks 25 anni dopo: “Come si fa a dire di no se ti chiama un regista come David Lynch?  Per me che poi sono un’istintiva e lascio parlare le emozioni…”.

Tra i suoi progetti, non confermati, un prossimo ruolo (accanto a Antonio Banderas?) una fiction con la quale debutterà da produttrice tra qualche mese, e una fiction nella quale sarebbe coinvolta attraverso Niccolò Ammaniti. “E’ stato un regalo del Festival essere qui” dice oggi “in un’edizione di Cannes che dà spazio a ben 12 film dedicati alle donne, libera perfino di scrivere da sola il mio discorso inaugurale”. E infine, prima di partire per poi tornare a chiudere il Festival: “E’ stato bello poter parlare di creatività senza frontiere e anche di età senza troppe autocensure perché sono davvero convinta –dice- che la creatività si liberi completamente quando ci rendiamo conto che l’età è solo una questione di energia, qualcosa di simbolico, almeno per una come me che- racconta- in fondo, un po’ come le accade alle ballerine ha fatto tutto un po’ tardi, comprese due figlie avute dopo i quarant’anni. Assimilare, capire dimenticare, ci vogliono i tempi giusti per farlo”.

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