venerdì, 23 giugno 2017

Giallini, Gassmann e i social

Giallini, Gassmann e i social

Roma, 20 febbraio (Red. Cin). Due professori coetanei e ‘nemici’, Filippo (Alessandro Gassmann), insegnante di matematica  sempre connesso e Ernesto (Marco Giallini), insegnante d’italiano severo, che rifiuta il più possibile il ‘mondo social’, si scontrano in Beata ignoranza, la nuova commedia di Massimiliano bruno nelle sale dal 23 febbraio con 01.   ”“Da sempre volevo parlare di queste relazioni, perché anni fa mi resi conto che oramai anch’io stavo andando in crisi, troppo preso dalle stupidaggini online che mi avevano fatto perdere interesse per le mie vere passioni – ha spiegato il regista – gato’. Con la leggerezza di una commedia mi pongo il problema: si è più veri quando si è collegati online o quando non lo siamo?”

 

Tra Filippo e Ernesto in realtà la ruggine è ventennale ed ha alla base motivi più seri dei cellulari, legati a una donna nel loro passato. Quando i due saranno costretti da una ragazza a scambiarsi i ruoli per un esperimento, si mettono sulla strada di un nuovo equilibrio. Nel cast anche Carolina Crescentini, Teresa Romagnoli, Valeria Bilello, Michela Andreozzi, Giuseppe Ragone e Malvina Ruggiano.

 

Giallini come il suo personaggio è allergico ai social: ”“Non sono capace di rapportarmi con una che mi dice: buongiorno mondo, buon pomeriggio, buona sera… ‘sto cor gatto’, ‘sto cor cane’, ‘mio padre è andato via’, è finita la giornata. I social dovrebbero servire a ricordare la memoria del Paese, o sarebbe bello che ci insegnassero a non ripetere sempre gli stessi sbagli. ”.

 

Mentre Gassmann, pur non amandoli molto, pensa sia importante ”imparare a usarli. Servono a dare una mano, sono delle macchine meravigliose e orribili: possono far eleggere presidenti, come Trump, però hanno anche la capacità  di portare l’informazione dove non c’è mai stata e di unire persone attraverso l’impegno civile. Io ad esempio uso Twitter anche per fare delle piccole battaglie civili riguardanti la mia città”. Secondo l’attore, inoltre ”è  arrivato il momento di inserire sin dalla scuola elementare un corso per imparare a comportarsi in rete, per limitarne la pericolosità”.

 

Tuttavia Massimiliano Bruno pensa che ”ci sia anche anche un po’ di diffidenza a priori nei confronti di Internet e dei social da parte degli adulti. Una volta i nonni contestavano ai ragazzini il fatto di andare in motorino, o i genitori si arrabbiavano con i figli perché tenevano la musica alta. Ora i grandi hanno paura di Internet un po’ per principio”.

 

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