venerdì, 20 ottobre 2017

Barbera, arriva la realtà virtuale

Barbera, arriva la realtà virtuale

Roma, 27 luglio (Fr. Pierl.) – Una 74a Mostra all’insegna di una ”Nouvelle vague italiana”, e di una novità importante come la realtà virtuale. Saranno fra i punti fermi al Lido quest’anno, come hanno spiegato il direttore artistico Alberto Barbera e il presidente della Biennale Paolo Baratta.
”Siete abituati a sentirmi lamentare sul cinema italiano per una quantità che cresce a discapito della qualità. Quest’anno devo dire l’opposto, quantità e qualità vanno di pari passo – dice Barbera – Ci sono per la prima volta molti film interessanti, e tanti di questi sono realizzati da giovani. I grandi autori continuano a lavorare e i giovani vogliono uscire dagli schemi con modelli capaci di confrontarsi con il cinema internazionale. Forse abbiamo una piccola novelle vague, forse è un fenomeno o generazionale inevitabile. Quest’anno alla Mostra abbiamo fatto una scommessa, ci direte alla fine se l’abbiamo vinta”.

Si guarda al futuro ”anche con una nuova sezione del concorso dedicata alla realtà virtuale – aggiunge -, non sarà probabilmente l’estensione del Cinema ma è un settore di sperimentazione e ricerca frequentato d moltissimi autori e registi, curiosi di testare le potenzialità della nuova tecnologia”.

Questa ”scelta coraggiosa di Barbera – sottolinea Baratta – meritava un luogo simbolo, che è stato identificato per contrappasso, nell’area più antica della zona, separata dal Lido da un piccolo braccio di mare, l’isola del Lazzaretto Vecchio, con i suoi edifici vuoti, anche se da qualche anno parzialmente risanati”. Quale miglior occasione ”per portar nuova vita a quelle storiche strutture, d’intesa col Polo Museale Veneziano”.

L’essere riconosciuti dalla stampa ”quale festival prediletto da chi vuole portare opere al successo delle nomination d’autunno” è dovuto ”all’esserci sempre mantenuti fedeli al principio d’indipendenza e della qualità nelle scelte effettuate”. La Mostra, sottolinea, è un punto di riferimento ”per opere che al di là del successo al botteghino abbiano valori artistici riconosciuti da portare a conoscenza del pubblico”.

Prosegue il programma di rinnovamento generale dell’area. Il cubo rosso (sala della sezione, nata l’anno scorso, Cinema nel Giardino, ndr) è il sigillo di questa rinascita e dell’apertura della Mostra ai generi”. Nei lavori si è insistito sul valorizzare le strutture ”che hanno fatto la storia della Mostra” ricorda il presidente della Biennale. Fra queste il Palazzo del Cinema del ’37, ”prima sala al mondo concepita per un festival del cinema”; la nuovissima sala Darsena, che corona oggi l’arena all’aperto, a suo tempo simbolo dell’apertura al pubblico della Mostra; il palazzo del Casinò acquisito definitivamente dal Festival nel 2000, ”che simboleggia il rapporto con la stampa che è partner effettiva della Mostra”. Grazie all’impegno del Comune ”il piazzale antistante al Casinò e alla Sala Grande è stato completamente rinnovato” e al Casinò ”saranno dedicate altre risorse nell’immediato futuro per ulteriori adeguamenti e rinnovi”.

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