mercoledì, 17 luglio 2019

Attenti a quei due

Attenti a quei due

Roma, 10 novembre (Francesca Palmieri) – Se Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri, il personaggio interpretato da Marco Giallini in Loro chi? truffa le persone per regalare sogni e magari cambiare (in meglio) la vita di qualcuno, come accade al truffato che ha il volto di Edoardo Leo: i due attori sono i protagonisti dell’opera prima di Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci, che l’ha anche scritta e ha esordito dietro la macchina da presa dopo tanti film come sceneggiatore.

La pellicola , in sala dal 19 novembre con Warner, racconta l’incontro tra David, un (fin troppo) bravo ragazzo che sogna di fare lo scrittore ma è finito a lavorare a Trento in un’azienda con l’unico obiettivo di avere più soldi a fine mese, e Marcello, un imbroglione di professione scaltro e imprendibile, che lavora in coppia con due ragazze belle e affascinanti. Un giorno Marcello truffa David, togliendogli praticamente tutto: conto in banca, fidanzata, casa e lavoro. David non ha più nulla, se non la voglia di trovarlo, vendicarsi e farsi restituire almeno una parte dei soldi. Ma dato che non ha altro da perdere, se imparasse da lui l’arte della truffa? Ecco che tra i due inizia un legame e una collaborazione, anche se niente è come sembra…

Come afferma Bonifacci, “Loro chi? è un film sulla realtà costruita contrapposta a quella vera, che appartiene anche allo scrittore e all’attore. C’è un legame forte tra arte e truffa, romanzi e film in fondo sono una truffa, ci fanno emozionare, piangere e ridere ma non esiste niente”. Miccichè precisa che “non è un film sulle truffe, c’è sotto piuttosto un discorso sull’identità. Marcello potrebbe pure non esistere ed essere frutto dell’invenzione dello scrittore”.

Bonifacci spiega che molti spunti della vicenda sono autobiografici: “Da giovane conobbi il cameriere di un locale che mi chiese di andare a conoscere le sue vicine di casa, così come sono stato anche narcotizzato e rapinato da due donne e anni fa in Puglia un tipo si spacciò per me con la scusa di scrivere un film e si fece mantenere a mio nome per 20 giorni. Insomma, la mia vita sembrava che stesse scrivendo questo film, così l’ho scritto per davvero”.

I temi principali, aggiunge, sono vari: “Il film parla di che fine fanno i sogni giovanili, del fascino di certe truffe in cui l’impostore ti frega realizzando i tuoi desideri e anche della solitudine nella società attuale. Le truffe di Marcello sono un modo, anche se illegale e immorale, di combattere questa solitudine e creare contatti, incontri, sorprese. La realtà ha perso magia e siamo tutti sempre più isolati”.

E che differenza c’è tra le truffe del film e quelle reali? “In Italia pochissimi fanno questo tipo di truffe, nessuno ci mette la faccia – risponde Bonifacci – I nostri protagonisti invece ce la mettono, non possono dire ‘non sapevo’, non sono nascosti”.

Per Leo,  “Esercitiamo continuamente l’arte dell’inganno, sin da quando ci fanno credere che esiste Babbo Natale. L’ipotesi che ci sia qualcuno che realizza i sogni è affascinante e se fatta bene, una truffa è unesperienza incredibile che può portare a svolte importanti, ovviamente senza entrare nel discorso della legalità”.

Un truffatore abile deve anche cambiare aspetto fisico e sapersi trasformare, come gli attori hanno fatto sul set: “Le sedute di trucco sono state lunghissime, ma credo nella cultura della performance e dei travestimenti che devono essere credibili e non ridicoli – dice Leo – Nel nostro cinema stavamo perdendo questa cultura, perchè sono sempre meno le storie che prevedono questo. Bisognerebbe trovare attori che non hanno paura di imbruttirsi e di mettersi in gioco, come Gassmann ha fatto ne I soliti ignoti, dove si è disintegrato. Sì, va ritrovato quel gusto di divertirsi”.

Giallini e Leo hanno recitato insieme per la seconda volta, dopo Buongiorno papà dello stesso Leo: è nata una nuova coppia da commedia? “Le coppie di attori ci sono sempre state in passato, se le storie funzionano il pubblico si fida delle coppie – sottolineano – Noi abbiamo lavorato bene e abbiamo anche scherzato sul sequel del film”.

Chissà, dunque, se si farà un Loro quando? o un Loro perchè?

 

 

Leggi anche