sabato, 21 maggio 2022

Argento, in Occhiali neri, horror, giallo all’italiana e tenerezza

Argento, in Occhiali neri, horror, giallo all’italiana e tenerezza

Roma, 11 febbraio – “Un giallo all’italiana molto intenso, dove però è presente un elemento nuovo rispetto ai miei film precedenti, e cioè il sentimento e la tenerezza”. Così Dario Argento descrive Occhiali neri, il thriller horror con Ilenia Pastorelli, Asia Argento, Andrea Gherpelli, Xinyu Zhang, Maria Rosaria Russo e Guglielmo Favilla presentato in anteprima al Festival di Berlino 2022 nella sezione Special Gala e nelle sale dal 24 febbraio con Vision Distribution.

Protagonista della storia è Diana (Ilenia Pastorelli) giovane escort che per sfuggire a un misterioso aggressore, va a schiantarsi contro una macchina, perdendo la vista. Dallo choc Diana riemerge decisa a combattere per la sua sopravvivenza, ma non è più sola. A difenderla e a vedere per lei adesso ci sono Nerea, il suo cane lupo tedesco e il piccolo Chin, sopravvissuto all’incidente. ad aiutarla c’è anche Rita (Asia Argento), l’assistente che insegna a Diana come muoversi al buio. L’assassino che ha assalito Diana, però, non vuole rinunciare alla sua preda…

Occhiali neri “è un film che ho immaginato alcuni anni fa senza poterlo realizzare, ma a cui non ho mai smesso di pensare. La difficoltà era legata al mercato che ricercava storie violente e senza senso – aggiunge il regista nelle note di produzione – mentre io vivevo finalmente una fase di riconciliazione con i miei incubi e avevo deciso di spalancare la porta del terrore e oltrepassarla. Infatti questo film rappresenta per me il punto di arrivo di un percorso inciso nel mio destino di autore suggestionato fin da bambino dai racconti di Edgar Allan Poe. Adesso che i tempi sono cambiati non voglio tradire l’essenza della storia così come lo stile che la deve interpretare”. La cecità è “è un tema che ho già visitato, mi affascina l’idea (quando giro) di comunicare quella sensazione di fragilità e panico che domina il cuore pulsante del personaggio. Sono stato conquistato dalla bellezza di Ilenia Pastorelli, ma anche dalla fragilità del suo aspetto che esiste in netto contrasto con la potenza del suo sguardo – uno sguardo che cambierà quando dovrà indossare gli occhiali neri del film. Ho raccontato, alternando primi piani a intensi campi lunghi, la sequenza di omicidi che senza pietà, come un elemento necessario, conducono alla catarsi finale”.

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