sabato, 19 ottobre 2019

Archibugi, i miei ‘pezzi unici’ in Vivere

Archibugi, i miei ‘pezzi unici’ in Vivere
Photo Credit To Credits_La_Biennale_di_Venezia_-_foto_ASAC

venezia, 31 agosto – (fr. pierl ) Un soggetto “quasi piccolo romanzo” di Francesca Archibugi, ha dato il via al suo nuovo film, Vivere, scritto dalla regista con i ‘complici’ di sceneggiatura Francesco Piccolo e Paolo Virzi, per un cast che comprende Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Roisin O’ Donovan, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Valentina Cervi e Enrico Montesano. Il film presentato fuori concorso alla
Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, arriverà in sala in 300 copie il 26 settembre, distribuito da 01.

Il trio di scrittura, che ha collaborato sui rispettivi progetti, “si è creato da qualche anno ed è una delle gioie della mia vita. Paolo e Francesco sono tra le persone più creative e intelligenti che abbia mai conosciuto. I nostri incontri comprendono il lavoro ma anche parlare di tante altre cose, di noi, del Paese… Il nostro metodo è non avere metodo, cambiamo da film a film” spiega la cineasta.

Il film ruota intorno alla coppia formata da Luca (Giannini) depresso, infantile, maestro nel compiangersi e traditore seriale, giornalista freelance perennemente in bolletta, specializzato in articoli di colore ricchi di invenzioni, e Susi (Ramazzotti) ballerina che per mantenere la famiglia insegna danza a signore sovrappeso, votata al sacrificio perenne per il marito e la figlia Lucilla (Elisa
Miccoli), saggia bambina di sei anni con un’asma cronica. Luca però è anche padre di Pierpaolo (Andrea Calligari), 17enne avuto dalla ricca prima moglie (Valentina Cervi). Il ragazzo, per aiutare il genitore gli dà ogni mese una sorta di ‘paghetta’ che Luca non si vergogna a prendere. Tutto potrebbe cambiare con l’arrivo di Mary Ann (la convincente O’ Donovan), ragazza irlandese molto religiosa, che affascina sia Luca che Pierpaolo, pronta a mettere tutti i suoi valori a rischio per una passione inaspettata.

“Mary Ann è quasi un archetipo, il diverso che fa girare la storia al contrario” spiega Francesca Archibugi, che nonostante torni a parlare in qualche modo di incontro/ scontro fra classi e posizioni etiche diverse, spiega: “nei miei film i personaggi li considero pezzi unici, non vanno letti in chiave sociologica”. Luca e Susi “sono in fondo due sconfitti – aggiunge Piccolo -. E i maschi, da sconfitti sono più
pericolosi. Luca è il peggiore fra i personaggi, ma a forza di compromessi ci si costruisce una personalità che può anche sorprendere”. Giannini chiede clemenza per il suo personaggio: “Luca è come finito nello sprofondo di una grotta oscura e fredda, cerca qualche raggio di luce attraverso il suo lavoro e la sua ossessione per l’eros. Cerca di capire cosa sia la vita. Va giudicato con cautela”. Micaela Ramazzotti ricorda di aver girato il film nel quartiere romano dell’Axa “dove sono nata”. Considera Susi, “migliore di me, fa tutto per gli altri, investe tutto il suo tempo nelle persone che ama”. Resta con Luca
“perché ne è innamorata, stanno male insieme ma stanno peggio divisi. Conosce gli altarini del marito ed è abbastanza libera da accettarli. Ho immaginato che fanno bene l’amore e abbiano trovato così un loro equilibrio”.

Leggi anche