lunedì, 22 ottobre 2018

Appello per proteggere la creatività in Europa, da Cima a Mainetti

Appello per proteggere la creatività in Europa, da Cima a Mainetti

Roma, 9 dicembre – (Red. Cin ) Martedì 12 dicembre il Parlamento Europeo discuterà in seduta plenaria la proposta di Regolamento SatCab. Oggi tutte le componenti dell’audiovisivo italiano (22 sigle tra cui le associazioni dei produttori e quelle degli autori, ma anche Sky e Mediaset, i sindacati di categoria) hanno inoltrato una richiesta ai Parlamentari Europei di confermare il mandato della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo (JURI-PE) che lo scorso 21 novembre ha risolto di circoscrivere ai programmi di notizie e di attualità l’applicazione del principio del paese di origine per le trasmissioni accessorie on-line.

“Questa decisione – si legge nell’appello – nasce dalla consapevolezza che estendere il medesimo principio ad altre categorie di opere, tipicamente quelle caratterizzate da uno sfruttamento in esclusiva, comprometterebbe la sostenibilità dell’industria audiovisiva europea.

Il mandato per avviare i negoziati inter-istituzionali sul Regolamento è stato adottato con una larga maggioranza di voti, 15 favorevoli, 8 contrari e un’astensione. Il risultato si basa sul lavoro positivo compiuto dai parlamentari delle commissioni CULT, IMCO e ITRE.

Il 12 dicembre sarete posti davanti alla scelta di confermare o rigettare il mandato di JURI. L’industria audiovisiva italiana ed europea, e quindi produttori, emittenti commerciali, autori, editori, registi, artisti e tutti i professionisti delle aziende creative, vi esorta a confermare il mandato di JURI.

Il Report di JURI trova un buon equilibrio tra i diversi interessi in gioco: l’aumento dell’accesso transfrontaliero a contenuti locali; il sostegno al lavoro in corso sulla Portabilità (che entrerà in vigore a marzo 2018 e consentirà di viaggiare nell’UE avendo a disposizione i propri contenuti e abbonamenti); il rafforzamento del nostro settore senza danneggiare la nostra competitività.

Al contrario, riaprire il mandato aprirebbe a proposte che, tramite l’illusoria liberalizzazione rappresentata dall’estensione del principio del Paese di Origine (CoO), porterebbero a meno scelta per i consumatori a prezzi più elevati, minore diversità culturale e linguistica, un abbassamento della qualità dei contenuti disponibili, offerti da un numero sempre inferiore di produttori e broadcaster. Sia la produzione che la disponibilità di contenuti locali e di qualità sarebbero negativamente colpite da questa decisione. Riaprire il mandato renderebbe deleterio l’impatto del Regolamento sul nostro settore”.

Francesca Cima – Presidente Produttori ANICA
“Chi vuole contenuti gratis, in realtà non li avrà più”

“Insieme ai nostri colleghi europei stiamo conducendo questa battaglia perché il valore del mercato dei singoli paesi è il sostegno fondamentale per l’economia dei nostri contenuti. Se viene meno questo sistema viene meno la possibilità di esistere dei contenuti stessi. La sfida dei prossimi anni sarà nel trovare un equilibrio tra l’accesso alle opere e fare in modo che nuove opere vengano realizzate da più soggetti. A volte si guarda solo all’atto del consumatore. Tutti vorrebbero avere contenuti ovunque e possibilmente gratis, ma questo non è possibile, perché in questo modo semplicemente non ci saranno più. Quindi tutti i paesi devono essere responsabili in questo processo, devono fare in modo che la creatività venga difesa, che il valore delle idee venga non solo rispettato ma anche incentivato. Solo così l’Europa può combattere una battaglia che è fondamentale in questo momento di riflessione sulla sua importanza e identità”.

Pappi Corsicato – Regista
“Il Legislatore deve tutelare la creatività”

“Mi sono occupato di tanti tipi di opere audiovisive, film, documentari, videoclip. Quello che posso dire è che il lavoro con artisti di altri Paesi è linfa vitale, indispensabile per nutrire la creatività e far crescere la consapevolezza dell’importanza di fare cultura nella contemporaneità. E’ una responsabilità dei nostri legislatori fare in modo che ci siano le condizioni perché questo scambio esista e, anzi, aumenti e si sviluppi in nuove direzioni. Se non lo facciamo noi, cosa diremo alle generazioni che vengono dopo?”
Dante Ferretti – Scenografo Premio Oscar
“Non dobbiamo perdere la forza delle nostre competenze”

“Spesso scenografi e i costumisti non sono centrali nel dibattito politico, come tutti i mestieri e gli artigiani che lavorano nel cinema e nell’audiovisivo. Siamo dietro le quinte ma la nostra capacità è e visibile in ogni opera ed è una competenza su cui l’Italia vanta un primato, che non si deve perdere. Non parlo per me, perché non ho nulla ancora da dimostrare ancora, parlo per tutti i giovani che studiano e fanno la gavetta e vogliono poter fare questo meraviglioso lavoro confrontandosi con progetti ambiziosi, con sfide che ci portino sempre di più anche al di là dell’oceano Atlantico”.

Daniele Luchetti – Regista e Autore
“Disconnettere i diritti da autori e produttori è un disastro”

“La battaglia sui diritti anche online è una battaglia fondamentale, perché se noi non connettiamo il diritto d’autore all’investimento creativo sul territorio, se vediamo che l’aumento della diffusione e dei consumi non produce nuova ricchezza, idee, lavoro e risultati, se ci si disconnette dagli autori e dai produttori è un disastro. Noi non abbiamo mai avuto così tanti spettatori come oggi eppure non sono mai state così messe in discussione le forze che possono far crescere il valore del settore indipendente, che è il motore dei contenuti originali. Anche oggi si tratta dello stesso tema. Questo è il momento in cui l’Europa deve prendere una posizione chiara su cosa vuole essere e diventare, e dire la sua a tutti i suoi talenti creativi e imprenditoriali, i giovani e alle start-up, che non devono sempre guardare al passato ma poter ragionare su un futuro in cui la prosperità non si concentri nelle mani di pochissimi enormi soggetti, lontani dalla creatività e dai territori”.

Gabriele Mainetti – Regista e Produttore
“L’esclusiva territoriale è fondamentale per realizzare le opere”

“Non mi sento un’opinionista, ma credo che i nostri rappresentanti in Europa stiano facendo un lavoro eccezionale. Io sono assolutamente per l’esclusiva territoriale, non solo per ragioni economiche, pur fondamentali per realizzare le opere. Sui territori nascono gli individui, il talento e le idee, e l’identità è il principio su cui si basa tutto e che dev’essere per primo tutelato e rispettato”.

Andrea Occhipinti – Presidente Distributori ANICA
“Si vuole far finire il libero mercato dei contenuti”

“Noi siamo un paese con un’industria importante dell’audiovisivo: al contrario di paesi che importano solamente cinema e serie vogliamo produrli, vogliamo avere voce in capitolo, vogliamo essere protagonisti di questa rinascita. In generale, c’è una richiesta enorme di audiovisivo, vediamo quante realtà fioriscono online: da Amazon a Netflix, anche a Timvision in Italia. Tutti i contenitori hanno bisogno di contenuti e noi vogliamo essere quelli che li producono. “Quello delle esclusive territoriali è un tema tecnico… ma io un film lo produco se lo posso distribuire in tutti paesi; se invece ha un libero accesso su internet, ovunque, non esisterà più un mercato libero”.

Organizzazioni Sindacali: SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM
“Il rischio è di maggior precarietà e meno posti di lavoro”

“Tutte le decisioni che si prendono hanno ricadute sui lavoratori. L’impoverimento delle produzioni porterà alla perdita di posti di lavoro e alla precarietà assoluta. Ora che finalmente ci si avvia in Italia a vedere i risultati di una nuova strategia nazionale, non può succedere che, per ragioni altre e oscure, questa spinta allo sviluppo e alla crescita venga annullata”.
Victor Perez – Regista, Sceneggiatore, Supervisore effetti digitali (ES)
“No a un passo indietro culturale e industriale”

“E’ ora che si guardi al cinema nazionale come a una fonte di ricchezza dei Paesi europei, non solo culturale ma anche a livello industriale. Abbiamo appena iniziato, bisogna perseverare. La battaglia politica che possa far crescere questo valore rappresenta un passo in avanti per la cultura e per lo sviluppo del Paese, qualsiasi passo indietro metterebbe in discussione conquiste i cui effetti si cominciano a vedere anche in Europa da pochi anni”.

Roberto Pischiutta, Pivio – Presidente ACMF (Associazione Compositori Musica da Film e musica applicata)
“A rischio un’intera categoria di musicisti”

“Tutto ciò che permette di valorizzare il nostro processo di crescita culturale è fondamentale. Questa è una battaglia assolutamente decisiva per la dignità di un mestiere che costa anni di studio e fatica, lontano dalle luci della ribalta. Va vinta, pena la sparizione di un’intera categoria di musicisti di cui Ennio Morricone è Presidente onorario, che ha contribuito a costruire l’immagine dell’Italia nel mondo”.

Andrea Purgatori – Autore e Giornalista – Portavoce di 100 Autori, Associazione della Autorialità Cinetelevisiva
“Si aggraverebbe uno squilibrio già grave”

“La battaglia sui diritti e sulle esclusive territoriali garantisce a tutti di non essere sfruttati e nello stesso tempo fa in modo che chi realizza enormi profitti con i contenuti che noi creiamo e produciamo investa nel mondo del cinema e dell’audiovisivo una parte di queste risorse che nel rapporto attuale sono assolutamente sbilanciate. Faccio una cifra a titolo di esempio: sui miliardi di fatturato delle televisioni che utilizzano i contenuti ne tornano agli autori solo 56 milioni”.

Francesco Rutelli – Presidente ANICA
“Siamo uniti contro chi vorrebbe un’Europa di clienti-consumatori non di creatori-produttori”

“Tutte le forze, così plurali e diverse, dell’audiovisivo si stanno battendo perché in Europa non prevalga la posizione che vuole trasformarci in un continente di soli clienti-consumatori, indifferente a che cosa si produce e a quanto queste produzioni siano frutto dell’ingegno e del lavoro. Cosa vuole la Commissione Europea? Trasformare cinquecento milioni di cittadini in consumatori passivi o far crescere le capacità autoriali, creative e produttive, le nostre imprese, l’occupazione, il valore delle nostre idee? Oggi siamo di fronte alla conclusione dell’iter nel Parlamento europeo della Proposta di Regolamento SatCab e del via libera verso l’ultimo negoziato. Una battaglia che vede uniti tutti i mondi del cinema e dell’audiovisivo, perché il tema della territorialità tocca tutti. Abbiamo avuto un primo risultato in Commissione giuridica, ma tra pochi giorni nella plenaria il Parlamento europeo dovrebbe avere la forza di mantenere la posizione, nonostante le fake news diffuse, nientemeno da membri della Commissione UE: già oggi, infatti, la portabilità consente di fruire dei contenuti in tutti i nostri Paesi; ma l’assurda pretesa di farlo gratis andrebbe contro tutti i princìpi e le regole dell’Unione. Continua dunque la mobilitazione per far crescere e non colpire il cinema e l’audiovisivo. Il Governo italiano è stato e deve rimanere saldo, ma oggi ogni nostro Parlamentare europeo è chiamato a rappresentarci tutti, in una battaglia che è in primo luogo per la libertà e la creatività in Europa”.

Stefano Sardo – Sceneggiatore e Presidente dei 100 Autori, Associazione della Autorialità Cinetelevisiva
“Vogliono farci smettere di realizzare Gomorra e the Young Pope”

“Questa è una battaglia difficile da comprendere a prima vista perché sembrerebbe che stiamo difendendo qualcosa di antico. Nel senso che la posizione “pro popolo di internet” vorrebbe dire “regaliamo tutto: ognuno può vedere qualsiasi cosa in qualsiasi territorio d’Europa”. Questo principio, che apparentemente sembra fare il paio con quello del roaming dati, in realtà diventa disastroso dal punto di vista di un’industria delicata come quella dell’audiovisivo, che deve competere con la superpotenza americana e quella asiatica in crescita. Cosa succede? Succede che se tu impedisci di valorizzare i singoli territori in Europa impedisci il meccanismo delle coproduzioni, che è il meccanismo che ha finanziato le opere migliori che l’Europa ha saputo realizzare negli ultimi vent’anni. Se smetti di coprodurre, se smetti di valorizzare singoli territori e quindi di poter agganciare a un progetto le risorse che provengono da diversi territori europei, il giorno dopo smetti di produrre opere europee ambiziose: smetti di produrre The Young Pope, smetti di produrre Gomorra, smetti di produrre le uniche cose per cui noi stiamo dimostrando, finalmente, dopo anni di torpore, che possiamo competere anche nella Champions League dell’audiovisivo. Quindi: in realtà valorizzare i territori in Europa significa valorizzare un’industria fragile che sta dimostrando di essere competitiva. Per una volta l’Italia è capofila di una battaglia sacrosanta. Quindi noi siamo contenti di poter contare per una volta sui nostri rappresentanti in Europa. l’Europa viene così spesso demonizzata, per una volta invece dimostra che se si fa il proprio dovere, se si lavora insieme, si possono ottenere delle vittorie giuste e combattere delle battaglie tutti insieme”.

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