sabato, 26 settembre 2020

Amici miei, 40 anni e torna in sala

Amici miei, 40 anni e torna in sala

Roma, 10 novembre (Fr. Pierl) – Il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, Ricky Tognazzi con Simona Izzo, Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi, Paolo Ruffini,. Francesco Montanari, Paolo Calabresi, Rocco Papaleo, Rita Rusic sono solo alcuni degli ospiti che non sono voluti mancare all’anteprima, nell’ambito dielle iniziative di Cityfest, della versione restaurata di Amici miei, al cinema Europa di Roma. Il film, progetto di Pietro Germi diretto da Mario Monicelli, in occasione del suo quarantennale, torna in sala il 16 e il 17 novembre  con la Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis.

 

”Amici miei per quelli della mia generazione e non solo è molto più di un cult – ha detto il Ministro Franceschini -. Lo conoscevamo a memoria, battuta per battuta. Poterlo rivedere restaurato sul grande schermo è una gioia”. Per Leonardo Pieraccioni, ”Amici miei per chi fa commedia è come la Bibbia, la perfezione assoluta. Restaurarlo è come reataurare la Cappella Sistina”. Molto emozionato Ricky Tognazzi, nel rivedere il film, interpretato dal padre Ugo, con Adolfo Celi, Philippe Noiret, Duilio Del Prete e Gastone Moschin. ”Andavo a trovare papà sul set, era un periodo molto felice per lui sia dal punto di vista personale che professionale – dice Rocky Tognazzi -. Poi lui adorava girare film con Mario Monicelli, perché si lavorava poco, era un regista che andava dritta al sodo, senza fronzoli, ed una persona molto schietta. Insieme si divertivano tanto”. Tognazzi sottolinea anche che  ”nel personaggio del conte Mascetti papà ci ha messo anche un po’ di elementi che lo riguardavano. Come l’episodio in cui lascia la famiglia per mesi nel luogo di vacanza perché non ha soldi per pagare… era successo a lui, con suo padre”.   Papaleo ha visto il film per la prima volta ”quando  ancora neanche pensavo di fare l’attore, è uno dei mie più bei ricordi da spettatore cinematografico”.

Prima della proiezione Mario Sesti, responsabile di Cityfest ha condotto un breve incontro con Steve della Casa e Veronesi, ricordando anche  che ”Era stato Germi stesso, che non si sentiva più in condizione di dirigere a causa della malattia, a chiedere a Monicelli di fare da regista ad Amici miei. Questo è un film sull’amicizia,ed era grande anche l’amicizia fra i due cineasti”.

Veronesi, legato da profonda amicizia a Monicelli nell’ultima parte della sua vita (gli ha anche dedicato un documentario, girato con Margherita Ferrandino, ‘Muoiono soltanto gli…’) definisce Amici miei come ”l’essenza della commedia all’italiana, c’è tutta la capacità di Mario di riuscire a trarre l’ironia dalla tragicità della vita”. Tra i vari aneddoti, Veronesi ricorda anche un consiglio che gli ha dato Monicelli: ”Mi ha detto che gli attori si dividono in fragili e rompi…ni, ma che bisogna scegliere questi ultimi, perché quelli fragili rompono molto più degli altri”.

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