giovedì, 14 novembre 2019

Almodovar, Il leone d’oro alla carriera? Atto casuale di giustizia poetica

Almodovar, Il leone d’oro alla carriera? Atto casuale di giustizia poetica
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Venezia, 29 agosto – “Un atto casuale di giustizia poetica”. Così un commosso Pedro Almodovar ha definito oggi in ala Grande il leone d’oro alla carriera dalle mani della grande amica del cineasta, che ha anche copropdotto i film dell’autrice argentina. “31 anni fa qui a Venezia ho avuto il mio battesimo, selezionato con L’indiscreto fascino del peccato. Piacque al presidente di giuria Sergio Leone e alla giurata Lina Wertmuller ma non vinse nulla, giudicato ‘osceno’ dal festival diretto da Gianluigi Rondi”. Questo Leone lo considero un po’ quasi un risarcimento – spiega -. Ero un giovane regista vestito in maniera stravagante, mi sembrò un miracolo essere selezionato nel 1983 ma l’opposizione di Rondi finì su tutti i giornali, creò empatia verso di me”.
Almodovar poi è tornato nel 1988 con Donne sull’orlo di una crisi di nervi, ” e quella è statauna grande festa perenne, tutte le mie attrici allegre, colorate, risate di continuo e io ero orgoglioso di loro. Erano l’immagine della Spagna ultra moderna di quegli anni, del mio Paese uscito da una lunghissima dittatura e che conosceva finalmente libertà, anche di espressione, diventando pioniera dell’accettazione della diversità sessuale, della famiglia libera”.
Ripensando al passato “penso che abbiamo avuto all’epoca una vera democrazia. Oggi siamo contemporanei, abbiamo anche buoni ultimi un partito di estrema destra, una cosa che per tanto tempo abbiamo rifiutato. Ci siamo allineati”. Il suo cinema però, continua a realizzarlo con libertà e indipendenza le idee, senza pensare al mercato o al pubblico. Dal mio primo film è così”, forse è questo lo ‘stile Almodovar’.

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