lunedì, 21 settembre 2020

Invecchiare? Meglio di no…

Invecchiare? Meglio di no…

Roma, 3 marzo (Francesca Palmieri) – Non accettano il passare (naturale) del tempo, non si arrendono all’idea di invecchiare, cercano in tutti i modi di annullare la differenza d’età e si illudono di riuscirci, senza rendersi conto di essere inadeguati e persino ridicoli: sono i Forever young che Fausto Brizzi racconta al cinema nella sua nuova commedia, in sala dal 10 marzo con Medusa, che l’ha prodotto con Wildside. Ad interpretare uomini e le donne alla ricerca della giovinezza perduta sono Fabrizio Bentivoglio, Lillo Petrolo, Teo Teocoli, Luisa Ranieri e Sabrina Ferilli, affiancati da Lorenza Indovina, Claudia Zanella, Stefano Fresi e dai giovani Francesco Sole, Emanuel Caserio e Pilar Fogliati.

Il film, scritto dal regista con Marco Martani e Edoardo Falcone, mette in scena varie tipologie di “forever young”: c’è l’avvocato 70enne che invece di riposarsi e pensare a fare il nonno si aggrappa con ostinazione alla sua passione sportiva; c’è il 50enne che convive con la studentessa che lo porta in discoteca ma non condivide il suo mondo che invece una sua coetanea capisce (e apprezza) molto meglio; c’è l’uomo di mezz’età con la sindrome di Peter Pan, che non sopporta l’idea che un ragazzo lo “scavalchi” al lavoro e possa avere più successo di lui; ci sono le donne, rimaste sole, che alla soglia dei 50 anni cercano svago e attenzioni da giovani che potrebbero essere i loro figli. Ma tutti, prima o poi, capiranno di dover “maturare”?

“Questo è il mio film più cattivo – dice Brizzi – I finti giovani sono ovunque, sono come dei vampiri. Non ho voluto mettere il lieto fine perchè alcuni personaggi sono irrecuperabili e anche chi tenta di cambiare rotta è comunque pericoloso. Non c’è nessun male ad invecchiare, mi fanno paura gli uomini che, ad esempio, si tingono la barba. E oggi, nell’era dell’apparire, non mi viene più chiesto di firmare autografi ma di fare selfie”.

Per il regista, quest’epoca sarà ricordata “per l’estinzione dei nonni, degli zii e degli adulti, o semmai per la loro trasformazione. Prima le nonne facevano le marmellate e badavano ai nipotini, ora mandano messaggi con lo ‘smile’ e vanno in palestra a fare pilates. La famiglia è l’unico antidoto per combattere questo, ma bisogna prendere consapevolezza dei propri ruoli”.

Brizzi, per i toni usati, spiega di aver guardato alla commedia all’italiana: “E’ la mia prima commedia di satira di costume, avevo in mente il Risi de I Mostri e de Il sorpasso. Ho provato a fare un film colorato, pieno di personaggi e canzoni, un po’ vintage e un po’ attuale. Lo sento totalmente mio e mi ci riconosco in pieno, come non accadeva dai tempi di Ex“.

In tutti i suoi lavori, il filo rosso è il cast corale. E gli attori di questo film si sentono dei “forever young”?

“A me viene naturale essere immaturo – afferma Lillo – Non penso di avere 50 anni, anche se purtroppo ogni tanto qualcosa mi ricorda che è così, come magari un ‘acciacco’ fisico”. Bentivoglio sostiene di non sentirsi un finto giovane (“E non credo che potrà mai succedere”, precisa) e dello stesso parere è Lorenza Indovina: “Cerco semplicemente di stare bene, quello conta”.

Teocoli, nel gruppo, è quello, per età, con più capelli bianchi: “Sono il più vecchio, ho 71 anni, ma il mio lavoro mi tiene giovane perchè mi piace molto – dichiara – Sono ‘forever’ e basta, non mi scalfisce nulla, ho vissuto tante epoche e con libertà assoluta, restando sempre coerente e scegliendo anche di non fare cinema. Tutti dovrebbero cercare di mantenersi un po’ giovani, ma senza esagerare”.

 

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