mercoledì, 15 agosto 2018

Alessi fotografo in Mostra a Roma

Alessi fotografo in Mostra a Roma

Roma 21 gennaio (Romano Milani) – “Francesco Alessi e gli anni d’oro di Cinecittà” è il titolo della mostra organizzata dall’Associazione romana SEI nella sede della propria Scuola di Fotografia al Quadraro, che racconta un mondo cinematografico e un tempo, ormai lontano, che rivive negli scatti di un personaggio – e questo era Ciccio, come tutti lo chiamavamo – che ha attraversato 70 anni di storia del cinema, del costume e del divismo, dall’immediato dopoguerra al 2012 quando – a 91 anni- è scomparso dopo una brevissima malattia. Alessi, siciliano di nascita ma romano di adozione, aveva aperto uno studio fotografico a Roma in Piazza di Spagna nel 1947, insieme a Salvatore D’Urso. Ma il suo campo di battaglia fu subito Cinecittà.

A Via Tuscolana il cinema italiano cominciava a muovere i primi passi dopo la guerra e già nel ‘48 lì arrivò un’avanguardia delle majors americane che avrebbero fondato poi nei 50 la ‘Hollywood sul Tevere’. Tra i set e i viali alberati di Cinecittà nessuna star sfuggiva all’obbiettivo di ‘Ciccio’: Sofia Loren, Kirk Douglas, Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Vittorio Gassman, Anthony Quinn, Walter Chiari, Ugo Tognazzi e via via anche le stelle nascenti come ad esempio, una giovanissima Raffaella Carrà. Un grande successo.

Fino al giorno in cui inaspettatamente e soprattutto inspiegabilmente senza spiegazioni chiuse la Leica in un cassetto che non riaprì più pur restando comunque molto legato al cinema diventando collaboratore insostituibile di molti registi del calibro di Renoir, Rossellini, Antonioni, Risi, Blasetti, organizzando eventi culturali e cinematografici tra cui i primi Festival di Taormina, e di Sorrento, qualificandosi come figura di riferimento del cinema italiano in Francia e in particolare con il Festival di Cannes e realizzando all’Istituto Italiano di cultura di Parigi l’appuntamento annuale ”De Rome à Paris”. La Mostra romana tuttora in corso è stata allestita dalla SEI, con la collaborazione del nostro Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, in occasione delle “Passeggiate fotografiche romane” sostenute dal MiBACT. L’Associazione, che si prefigge di divulgare l’arte e la tecnica della fotografia, ha la propria sede, come abbiamo detto, al Quadraro, che – guarda caso – è a una manciata di minuti da Cinecittà e prima della guerra fu molto valorizzato dal fascismo che vi aprì due cinema cui seguirono diverse trattorie dove si affollavano divi e maestranze. Ora è attraversato da un vivace fermento culturale, ma – vale non dimenticarlo – ha una ferita ancora aperta: nonostante i “benefici” del regime i suoi abitanti ne erano talmente oppositori da essere definiti dagli alleati tedeschi “nido di vespe”. E così, nell’aprile 1944, per “evitare disordini”, il comandante della Gestapo a Roma, il boia delle Fosse Ardeatine, il maresciallo delle SS Herbert Kappler in persona, ordinò un massiccio rastrellamento che si concluse con la deportazione di un migliaio di uomini. Praticamente tutti gli adulti. Ne tornarono meno della metà e al quartiere venne assegnata la Medaglia d’oro della a resistenza.

Leggi anche