lunedì, 5 dicembre 2016

Akin ad Alice nella Città

Akin ad Alice nella Città

Roma, 19 ottobre (M . Puc.) – Fatih Akin torna al cinema con un road movie che porta con sé i tratti di una storia di formazione e di crescita, in concorso alla 15.ma edizione di Alice nella Città. E’ Goodbye Berlin ispirato all’omonimo romanzo e best-seller di Wolfgang  Herrndorf-uscito in Italia con il titolo Un’estate lunga sette giorniche racconta di Maik quattordicenne sveglio ma un po’ impacciato, innamorato di Tatjana, una sua compagna di classe che però di lui prorio non vuol saperne…Quando in classe arriva un nuovo studente, Tschick tuttimì, compreso Maik, si guardano bene dal rivolgergli la parola: ha l’aria di uno zingaro e puzza di alcool, qualcosa che Maik rifiuta visto sua madre è alcolizzata anche se è finalmente decisa a farsi curare in una clinica specializzata mentre suo padre parte per lavoro con la segretaria diciottenne. Ma quando Tschick si presenta a casa di Maik con una macchina rubata e gli propone di partire alla scoperta della Valacchia, che la mèta esista o no,l’importante è partire e dire, almeno momentaneamente, “Arrivederci Berlino”!

Con Goodbye Berlin Faith Akim mette in scena il viaggio, la scoperta e il ritorno a casa. Ma se spesso il viaggio presuppone una destinazione, nel caso di Maik e Tschick i piani iniziali vengono automaticamente annullati e smentiti. Se la terra di arrivo voleva essere inizialmente LaValacchia, a un certo punto del viaggio, passa in secondo piano. Perché, in fondo, non è importante dove si va, ma le emozioni che si provano mentre si parte e si cambia contesto. Per Maik il viaggio diventa un modo per scoprire se stesso e la sua identità, capire cosa vuol dire sopravvivere senza cibo né acqua in lande quasi deserte e, soprattutto, guidare una macchina semi scassata senza patente. Maik e Tschick sono due figure diametralmente opposte ma accomunate da un senso di solitudine e di incomprensione: Maik vive in una casa grande con la piscina e, almeno apparentemente, ha tutto quello di cui necessita. Tschick sembra invece non avere né una casa, né due genitori, che invece Maik ha ma di cui non percepisce l’amore e l’attenzione. Viaggiando ed esplorando ciò che lo circonda, conoscendo meglio Tschick e il suo vivere clandestinamente per strada, Maik riuscirà finalmente ad entrare in contatto con la parte più profonda di sè e da questa esperienza tornerà con una consapevolezza maggiore della vita, degli affetti e di ciò che a volte il destino può riservare.

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