venerdì, 20 luglio 2018

Addio a Vittorio Taviani

Addio a Vittorio Taviani

Roma, 15 aprile – E’ morto a Roma il grande regista Vittorio Taviani, 88 anni, che con il fratello Paolo ha firmato capolavori come Padre Padrone (Palma d’oro a Cannes nel ’77) a La Notte di San Lorenzo a Kaos e Cesare deve morire (Orso d’oro a Berlino). Lo ha annunciato all’ANSA una delle figlie, Giovanna. Per volontà della famiglia, per il cineasta, che era malato da tempo, non ci saranno camera ardente ne’ funerali ma il corpo del regista verrà cremato in forma strettamente privata.

Nato a San Miniato l’8 novembre 1931, Vittorio Taviani e il fratello Paolo, di due anni più giovane, si sono appassionati fin da ragazzi al cinema. Nel 54′ Vittorio lascia gli studi di giurisprudenza e insieme Paolo e all’amico partigiano Valentino Orsini, che con i due fratelli aveva anche organizzato le proiezioni del cineclub cittadino, dirige vari documentari, che i due fratelli continuano a realizzare una volta trasferitisi a Roma, a metà anni ’50: da San Miniato luglio ’44, con il contributo alla sceneggiatura di Cesare Zavattini. a L’Italia non è un paese povero realizzato nel 1960 con Joris Ivens. Formano invece con Orsini lungometraggi come Un uomo da bruciare (1962) e I fuorilegge del matrimonio (1963). Il debutto alla regia da soli avviene nel 1967 con I sovversivi, interpretato da Gian maria Volonté, seguito da  Sotto il segno dello scorpione (1969)

Sia in San Michele aveva un gallo (1972), adattamento del racconto di Tolstoj Il divino e l’umano, che in Allonsanfàn (1974) Con Marcello Mastroianni, laura Betti e Lea Massari, diventa protagonista il tema della rivoluzione. “Ognuno ha i suoi sentimenti, i suoi valori esistenziali, anche personalistici, ognuno fa le sue scelte e ha i suoi sogni, ma c’è sempre anche un momento in cui l’uomo si confronta con la società e con gli altri. Non abbiamo mai pensato: ora voglio fare un film politico per dimostrare questo o quello – avevano spiegato i due fratelli in un’intervista a Micromega -. La realtà non è mai definitivamente chiusa. C’è sempre la possibilità che si rovesci nel suo contrario. È un’esperienza che abbiamo vissuto sulla nostra carne, perché anche noi nel ’44siamo scappati sui colli, ci hanno sparato dietro, hanno ammazzato i nostri amici, abbiamo visto la sofferenza, il sangue, i morti. Tutto questo è cambiato nello spazio di pochi mesi. Nei momenti più difficili, quelli in cui sembra che la vita non abbia più un senso, e non sai più cosa ti aspetta, quando si smarrisce il significato di ciò che facciamo, ripensiamo a quell’estate. Ma non politicamente. Ripensiamo al fatto che l’umanità ha in sé questa forza di cambiare. E quindi quella memoria, quel ricordo, diventa un presente, e questo ci aiuta molto”. Nel 1977 dirigono uno dei loro film simbolo, Padre padrone, con uno dei loro attori feticcio, Omero Antonutti, tratto dal romanzo di Gavino Ledda, lotta di un pastore sardo che lotta contro il feroce patriarcato da cui è oppresso. Tra gli altri loro capolavori La notte di San Lorenzo (1982),gran premio speciale della giuria a Cannes e Kaos (1984), tratto dalle Novelle per un anno di Pirandello.

Seguuno fra gli altri, Il sole anche di notte (1990),Good morning Babilonia, (1987), sugli anni della nascita del cinema, Fiorile (1993) e , (1996, tratto dal romanzo di Goethe). Lavorano anche per la tv con, fra gli altri,  Luisa Sanfelice, con Letizia Casta e Adriano Giannini). Nel 2012 conquistano anche l’Orso d’oro al Festival di Berlino e il David di Donatello per il miglior film e il David di Donatello per il miglior regista. ”L’idea ci e’ venuta dopo che Nicola Piovani ci ha detto che per riuscire di nuovo a piangere a teatro saremmo dovuti andare a vedere La tempesta messa in scena a Rebibbia – aveva spiegato Vittorio Taviani -. Noi siamo andati, siamo rimasti profondamente colpiti, e ci e’ venuta l’idea di questo progetto. Mostrare la realta’ della vita in carcere e la risposta di bellezza del teatro. Gli ultimi due film diretti insieme sono Meraviglioso Boccaccio (2015) e l’anno scorso Una questione privata, da Fenoglio, con Luca Marinelli, che ha debuttato alla Festa del Cinema di Roma.

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