giovedì, 14 novembre 2019

Addio a Valentina Cortese

Addio a Valentina Cortese

Roma, 10 luglio – E’ morta a Milano a 96 anni la grande attrice di cinema e teatro Valentina Cortese.
La camera ardente sarà allestita al Piccolo teatro Grassi, la sede storica del Piccolo. I funerali si svolgeranno venerdì alle 11 nella chiesa di San Marco. La camera ardente – nello stesso luogo in cui fu allestita la camera ardente di Franca Rame – sarà aperta domani da mezzogiorno alle 19 e nuovamente venerdì dalle 8 alle 11.

“Ciao adorata Valentina, tu sei il Piccolo, tu sei il teatro e anche di più, ipnotica, raffinata, impetuosa”: la saluta sui social Il piccolo teatro di Milano con un omaggio fotografico . Tutto il Piccolo Teatro piange la scomparsa di Valentina Cortese, donna splendida, elegante, ironica, attrice immensa, voce e occhi di una scena infinita”

Originaria di Stresa, assieme ad Alida Valli ed Anna Magnani è stata una delle attrici di punta del cinema italiano degli anni quaranta. Il suo primo film s’intitola L’orizzonte dipinto (1940); il primo ruolo importante fu quello di Lisabetta nel film La cena delle beffe (1942) di Alessandro Blasetti.

Dopo film come La regina di Navarra (1942), Orizzonte di sangue (1943) e Quartetto pazzo, diviene una grande diva e partecipa a film come I miserabili (1948) in cui compare un giovane Marcello Mastroianni. Insieme lavoreranno anche in Lulù (1953). Nel 1948 è sotto contratto con la 20th Century Fox. Lavora con James Stewart e Spencer Tracy in Malesia (1949), e viene diretta da Jules Dassin in I corsari della strada (1949).

Lavora nel film La contessa scalza (1954) accanto ad Ava Gardner, Humphrey Bogart e Rossano Brazzi, in Italia con
Michelangelo Antonioni in Le amiche (1955), film grazie al quale vince il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista, ed in Spagna con Luis Garcia Berlanga in Calabuig (1957).

Nel 1958 si ritira temporaneamente dalle scene in seguito a un matrimonio sfortunato con Richard Basehart, che aveva sposato il 24 marzo 1951, da cui divorzia nel 1960. Dall’unione è nato Jackie, anche lui attore.

In un’intervista rilasciata a Pino Strabioli nel programma “Colpo di scena” ha confessato di ricordare l’esperienza americana come interessante, ha potuto lavorare con i grandi attori e registi che ammirava sugli schermi ma non certo entusiasmante visto il suo desiderio di ritornare in Italia. L’unico rimpianto è aver dovuto rinunciare, causa gravidanza, alla proposta fattale direttamente da Charlie Chaplin per un ruolo nel suo film Luci della ribalta.

Torna sulle scene con il film Barabba (1961) diretto da Richard Fleischer ed interpretato accanto a Anthony Quinn, Silvana Mangano, Vittorio Gassman ed Ernest Borgnine. Valentina Cortese è anche in una scena del film La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava (1963). È diretta da Federico Fellini in Giulietta degli spiriti (1964) e duetta con Ingrid Bergman (sua cara amica) in La vendetta della signora (1964). In America partecipa al film Quando muore una stella (1968) con Kim Novak e Peter Finch.

Dopo alcune partecipazioni televisive (I Buddenbrook, dove fu diretta da Edmo Fenoglio), l’incontro con Giorgio Strehler ed il teatro mettono in mostra le sue qualità di attrice drammatica; nel 1973 lavora con François Truffaut in Effetto notte (premiato con l’Oscar al miglior film straniero), con cui ottiene la nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista. La vincitrice di quell’anno, Ingrid Bergman, alla consegna del premio, si scusò pubblicamente con l’amica Cortese, affermando che secondo il suo parere era l’attrice italiana a
meritarlo.

Indimenticabile il sodalizio con Franco Zeffirelli nel film Fratello sole, sorella luna (1971), lo sceneggiato televisivo Gesù di Nazareth (1976), nel ruolo di Erodiade, e in Storia di una capinera (1993). Nonostante l’intensa attività teatrale e i prestigiosi ruoli in coproduzioni internazionali (oltre ai già citati titoli è bene ricordare L’assassinio di Trotsky del 1972), in Italia partecipa a numerosi film, commedie, polizieschi ed horror che lei considera trascurabili. Il suo ultimo film americano risale al 1980, Ormai non c’è più scampo, dove lavora con William Holden, Jacqueline Bisset e Paul Newman.

Nel 1987 partecipa al film di Carlo Vanzina Via Montenapoleone tratteggiando con la consueta intensità una madre dell’alta borghesia incapace di accettare l’omosessualità del figlio. Nel 1988 è protagonista del film Le avventure del barone di Münchausen di Terry Gilliam in cui interpreta il doppio ruolo di Daisy/Regina della Luna al fianco di Robin Williams (accreditato come Ray D. Tutto) nel ruolo di Re della Luna. Negli anni 2000 porta in scena il Magnificat di Alda Merini per la regia di Fabio Battistini.

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