sabato, 20 luglio 2019

Addio a Silvana Pampanini

Addio a Silvana Pampanini

Roma, 7 Gennaio – Se n’è andata a 90 anni, dopo mesi di ricovero e una complicata riabilitazione seguita all’intervento: con Silvana Pampanini se ne va un’icona nazionalpopolare del dopoguerra, lanciata da Miss Italia e arrivata anche al successo internazionale, soprattutto in Francia dov’era celebre come Ninì  Pampan. Nata a Roma il 25 settembre del ‘25, romana ma di origini venete proprio a Miss Italia aveva guadagnato l’ex aequo nel 1946 ma proprio il concorso, come accadde per molte altre attrici degli anni Cinquanta, l’aveva lanciata nel cinema dove lavorò anche con Comencini, Monicelli, Risi e in molte commedie e molti film del cosiddeetto ‘neorealismo rosa’ con una serie di protagonisti già importanti in quegli anni, da Totò e Sordi a Mastroianni e Gassman. “Bellezze in bicicletta”, dal film omologo di Carlo Campogalliani rese famosa con le sue gambe, simbolo di una femminilità carnale e maliziosa anche la sua voce, protagonista di un motivetto  che segnò non solo il suo successo ma un’epoca.

L’ultima volta sul set come  attrice  resta “Tre stelle”, 1999, con la regia di Pier Francesco Pingitore alla fine di una carriera che l’attrice qualche anno fa raccontò anche in una divertente e più che sincera autobiografia (Ninì Pampan, scandalosamente perbene, Gremese editore). Una carriera che ebbe molta eco internazionale soprattutto nel costume: a Parigi ‘Ninì Pampan’ divenne sinonimo di varietà, dando il nome anche a molti locali di spettacolo.

La Pampanini aveva interpretato già nel ‘46 “L’apocalisse” di Giuseppe Scotese lavorando poi con registi come Giacomo Gentilomo, Camillo Mastrocinque, Guido Brignone . Nel 1949 ne “I pompieri di Viggiù” di Mario Mattoli interpretò Fiamma, figlia di un attore popolare come Carlo Campanini.  Totò la volle accanto poi in “47 morto che parla” di Bragaglia e scoccò su quel set forse la scintilla che fece parlare la Pampanini,a lungo senza trope ammissioni esplicite, di un amore al quale disse no, rispedendo al mittente anche una proposta di matrimonio. Realtà o leggenda, il grande successo arrivò proprio in quell’anno con la popolarità della sua voce unita all’immagine delle gambe, le sue leggendarie gambe, simbolo di una maliziosa femminilità che la Pampanini coltivò studiando perfino il modo di sedersi che ogni donna avrebbe dovuto ‘copiare’ da lei…Responsabile di quell’exploit “Bellezze in bicicletta” che l’attrice interpretò accanto a Delia Scala (era un’aspirante ballerina che cercava di entrare nella compagnia di Totò…).

Diretta da Mario Soldati in una parodia di “Quo Vadis”, fu Poppea con Gino Cervi in “O.K. Nerone” Cominciò da qui un successo nel quale ebbe accanto l’adorato papà, che lasciò il lavoro per seguirla nella sua avventura professionale e al quale per anni Silvana ha dedicato un necrologio ad ogni annversario della sua scomparsa, venerandolo letteralmente come l’uomo della sua vita.  Proprio grazie alla sua ‘consulenza’ si avvicinò anche ad autori grazie ad autori come Luigi Zampa (”Processo alla città”), Luigi Comencini (”La tratta delle bianche”), Pietro Germi (”La Presidentessa”), tutti del 1952. Con Giuseppe De Santis girò “Un marito per Anna Zaccheo” e nel 1958 “Una strada lunga un anno” ma restano nella memoria di qualche generazione anche “Un giorno in pretura” di Steno o “La bella di Roma” di Comencini.  Dino Risi nel “Gaucho” del 1964 le offer il suolo di un’attrice alla fine della carrier, con Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari e Nino Manfredi.

I funerali venerdì 8 gennaio alle 11, Santa Croce, via Guido Reni a Roma.

 

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