giovedì, 18 luglio 2019

Addio a Scola

Addio a Scola

Roma, 19 gennaio – Il cinema italiano saluta uno dei suoi più grandi maestri: è morto Ettore Scola, all’età di 84 anni. Il regista di capolavori come C’eravamo tanti amati (1974) e Una giornata particolare (1977) era in coma da domenica sera.

Nato a Trevico (AV) nel 1931, Scola, mentre frequentava giurisprudenza all’Università di Roma, iniziò a lavorare come disegnatore per il giornale umoristico “Marc’Aurelio”. Dalla metà degli anni Cinquanta, cominciò a scrivere sceneggiature per alcuni dei più popolari registi italiani come Mattoli, Steno, Zampa, Loy, Bonnard, Bolognini, Giorgio Bianchi e Luciano Salce. Scrisse anche i copioni de Il sorpasso (1962) e de I mostri (1963) di Dino Risi, oltre a tantissimi film di Antonio Pietrangeli, tra cui Io la conoscevo bene (1965), che vinse il Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura.

Nel 1961, fu assistente alla regia di Carlo Lizzani per Il carabiniere a cavallo, poi debuttò come regista. Diresse Se permettete parliamo di donne (1964), poi La congiuntura (1965).

Negli anni successivi e negli anni Settanta, firmò L’arcidiavolo (1966), Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968), Dramma della gelosia: tutti i particolari in cronaca (1969), Il commissario Pepe (1969) e Permette? Rocco Papaleo (1971).

Nel 1974 realizzò C’eravamo tanto amati, vincitore del Premio César come miglior film straniero, mentre nel ’76 è la volta di Brutti, sporchi e cattivi (1976), che meritò a Cannes la Palma come Miglior Regista. Tra gli altri premi, vinse il César come miglior film straniero, il Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura e il David di Donatello per la regia grazie a Una giornata particolare (1977). E ancora, nel ’79 ottenne il Nastro d’Argento per la sceneggiatura de La terrazza.

Negli anni Ottanta, ricordiamo Passione d’amore (1981), Il mondo nuovo (1982) e Ballando ballando (1983), che ebbe il premio per la regia al Festival di Berlino, due David di Donatello, tre César e la nomination all’Oscar. Nell’87 uscì un altro suo grande successo, La famiglia (1987), che fece incetta di riconoscimenti.

Tra gli anni Ottanta e i Novanta, realizzò Splendor (1989), Che ora è (1989) e La cena (1998).

Tra le altre pellicole, Concorrenza sleale (2000) e i documentari Un altro mondo è possibile (2001) e Lettere dalla Palestina (2002), oltre a Gente di Roma (2003).

Nel 2013, dopo una pausa, tornò al cinema con Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini.

 

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