domenica, 11 dicembre 2016

È morto Rondi

È morto Rondi

Roma, 22 settembre – Addio a Gianluigi Rondi, tra i più grandi critici cinematografici italiani, presidente e fondatore dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Nato il 10 dicembre del 1921, aveva 94 anni. E’ morto stanotte nella sua casa romana. L’accademia ne ha dato la notizia sul sito ufficiale, aggiungendo alla foto che abbiamo scelto di condividere due righe semplici e affettuose: “Ciao Gianluigi, questa notte nel suo letto si è spento serenamente il nostro presidente. Ci aveva fatto credere di essere immortale”.

Rondi aveva iniziato il suo mestiere nel 1946, lavorando per Il Tempo, per cui ha sempre continuato a scrivere, fino a oggi. Nel 1949, fu membro della giuria della decima Mostra del Cinema di Venezia e l’anno successivo cominciò la collaborazione per il Giornale Radio, che durò fino al 1995.

Negli anni ’50, rivestì anche il ruolo di sceneggiatore, al fianco di registi come Georg Wilhelm Pabst, Joseph L. Mankiewicz, René Clair, Jean Delannoy e Ladislao Vajda. Firmò anche alcune opere come regista, realizzando documentari di carattere storico e biografico.In parallelo, proseguì l’attività di critico e di saggista, oltre a quella di docente universitario, insegnando storia del cinema italiano all’Università per Stranieri di Perugia e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e storia ed estetica del cinema alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Negli anni ’60, si dedicò anche alla televisione, curando cicli cinematografici su alcuni registi. E ancora, prese parte attiva ai festival, nelle giurie dei più grandi festival di tutto il mondo. Dopo Venezia, andò anche a Berlino (1961), Cannes (1963), Rio de Janeiro (1965) e San Sebastian (1968). Contribuì anche alla riforma degli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento, che fino al 1990.

Nel 1970 fondò il Festival delle Nazioni di Taormina, in qualità di direttore artistico. Nel 1971, entrò alla Biennale di Venezia come commissario, per due anni. Nel 1983, per quattro anni, fu proprio direttore della Mostra. Successivamente, nell’88, diresse il Festival di Locarno. Fu poi nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri membro del Consiglio direttivo della Biennale di Venezia, con durata quadriennale. E fu inoltre nominato dal governo commissario straordinario della Siae. E’ stato anche Cavaliere di Gran Croce e Grande Ufficiale della Repubblica Italiana e Legion d’Onore di Francia.

Tra gli incarichi più recenti, la guida del Festival di Roma che aveva lasciato da due anni e nel quale lo aveva affiancato in una prima edizione Piera Detassis, direttrice di Ciak e oggi presidente della Fondazione Cinema per Roma, che così su Twitter ha commentato la notizia: “Oggi ho perso un maestro, un padre, un complice”.

Tra i primi a esprimere cordoglio, il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta: “A nome di tutta la Biennale di Venezia, ricorda con rimpianto Gian Luigi Rondi, che fu direttore del settore Cinema e poi presidente della Biennale stessa, protagonista di tanta parte della storia e delle vicende del cinema italiano, nelle quali operò con grande competenza e grande saggezza”.

La scomparsa di Rondi ha suscitato profonda emozione nell’ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici, che ricorda con affetto l’“amico” del cinema italiano, come amava definirsi. Come sottolinea il presidente ANEC Luigi Cuciniello, “È stato uno dei primi e più rappresentativi esempi del lavoro di critico cinematografico: un punto di riferimento e un modello per tutti, sia che se ne condividessero i giudizi sia che si “militasse” in correnti di pensiero ed estetiche differenti. Da quel punto di osservazione discesero tutte le altre, numerosissime attività: a partire dai premi David di Donatello dedicati alla nostra cinematografia, in cui fu coinvolto fin dagli inizi e sempre seguiti con dedizione e passione assoluta, fino ad essere identificati con la sua persona”.

“Con la scomparsa di Rondi se ne va un testimone e al tempo stesso un protagonista del cinema italiano”, dichiara invece Domenico Dinoia, presidente della Fice – Federazione Italiana del Cinema d’Essai – Rondi sarà ricordato non solo per essere stato il padre del David di Donatello, ma anche per il suo ruolo di organizzatore di cultura e di acuto critico cinematografico. Una vita, la sua, spesa fino all’ultimo istante a sostegno del nostro cinema”.

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