domenica, 22 ottobre 2017

Addio a Paolo Villaggio

Addio a Paolo Villaggio

Roma, 3 luglio – Il cinema dà l’addio a Paolo Villaggio, scomparso all’età di 84 anni, a Roma, dove era stato ricoverato in clinica da qualche giorno. A darne notizia, la figlia Elisabetta su Facebook: “Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”.

Nel 1993, grazie al Il segreto del bosco vecchio di Ermanno Olmi, vinse il Nastro d’argento.

Creatore e “padre” di Fracchia e Fantozzi, suo “doppio” protagonista di ben 10 film, dal 1975 al 1999, Villaggio è stato attore, sceneggiatore, doppiatore e scrittore. Iniziò la sua carriera negli anni ’50, con la compagnia goliardica di artisti emergenti Mario Baistrocchi, di cui fecero parte anche Fabrizio De André (per cui ha scritto i testi delle canzoni “Il fannullone” e “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”), Enzo Tortora e Carmelo Bene. Accanto al lavoro di impiegato nell’azienda Cosider, frequentò il cabaret, esibendosi anche al Derby di Milano, dove fu notato e scoperto anche da Maurizio Costanzo.

Nel 1968, approdò in televisione, dove diede vita a personaggi come il professor Kranz e Giandomenico Fracchia e Ugo Fantozzi, rappresentanti dell’uomo medio italiano, che Villaggio creò attingendo dalla sua personale esperienza in azienda.

Il successo sul piccolo schermo lo portò al debutto cinematografico, con la saga del ‘tragico’ ragionier Ugo Fantozzi. Alla regia dei 10 film, Luciano Salce, Neri Parenti e Domenico Saverni.

Villaggio recitò in circa 80 pellicole, non solo comiche ma anche d’autore, così come a teatro. Nel 1989 è stato diretto da Fellini ne La voce della luna, vincendo il David di Donatello. Nel 1992, Lina Wertmüller lo diresse in Io speriamo che me la cavo, nel 1994 Monicelli in Cari fottutissimi amici.

Nel 1993, ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera e nel 2009 il David di Donatello alla carriera.

 

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