sabato, 21 maggio 2022

Addio a Monica Vitti, icona, regina del set, volto del cambiamento delle donne

Addio a Monica Vitti, icona, regina del set, volto del cambiamento delle donne

Roma, 2 febbraio – (Laura Delli Colli) Adesso davvero non c’è più: l’assenza di Monica Vitti è diventata lutto collettivo per il cinema non solo italiano da quanto un tweet affidato dal compagno della stagione più dolorosa della sua vita, suo marito Roberto Russo, all’amicizia con Walter Veltroni. Parla di affetto, dolore, ed esprime il rispetto e l’amore che il mondo del cinema insieme a chi l’ha pensata comunque in vita, in questi anni di assenza, ha subito condiviso. Monica, si chiamava Maria Luisa Ceciarelli, a Roma, il 3 novembre 1931, come piaceva a lei aggiungere, Scorpione. Aveva compiuto da qualche mese 90 anni e c’era stata ancora una volta festa, insieme al ricordo, intorno alla sua icona sempre immaginata nella nuvola bionda dei capelli, nel colore delicato di un viso che non conosceva bisturi e nel ricordo dei suoi spettatori neanche le rughe. Vent’anni fa le ultime apparizioni in pubblico, ci ricordano oggi le biografie tra gli addii e i messaggi, molti, anche istituzionali: Musa di Michelangelo Antonioni, ‘colonnello’ al femminile della commedia all’italiana al fianco di Alberto Sordi, poi regista, sempre sceneggiatrice di se stessa, attenta a dare delle donne un’immagine che attraverso i suoi personaggi le ha rese protagoniste di un cambiamento forte. Nata a Roma era cresciuta anche in Sicilia ma a Roma, sulle panchine di via di Villa Massimo, ai giardini sotto casa coperta rigorosamente fino alle caviglie tanto da essere soprannominata in casa ‘settesottane’ si era preparata all’appuntamento con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, la svolta della sua vira e anche del suo carattere anche grazie all’ìncontro con Sergio Tofano.
Nel cinema il debutto nel ’55 con un piccolo ruolo accanto agli inarrivabili Valentina Cortese e Gabriele Ferzetti: qualche commedia, poi nell’incontro con Michelangelo Antonioni l’attrice dell’incomunicabilità con L’avventura. La notte, L’eclisse, Deserto rosso.
Nel 1968 la svolta con la solidarietà ai contestatori del Festival di Cannes, dov’era in giuria e sull’onda della Nouvelle Vague la virata sulla commedia grazie a Mario Monicelli e a La ragazza con la pistola che segna il cambiamento più forte della sua carriera, con un personaggio popolare, Assunta, che insegue a Londra l’uomo che l’ha disonorata (per scoproire che le donne hanno una nuova vita di emancipazione e libertà. Negli anni Settanta sfida lòa misoginia e il maschilismo della commedia all’italiana e cambia la commedia. Tra Dino Risi, Ettore Scola, Gigi Magni, è sul set con Antonioni nella sperimentazione de Il mistero di Oberwald e per la tv va in scena con Eduardo,in coppia con Alberto Sordi scintilla in Polvere di stelle ma intanto lavora anche con Jancso, Bunuel, Cayatte e trasforma in registi i compagni della sua vita iun stretta complicità prima con il direttore della fotografuia Carlo Di Palma poi con l fotografo Roberto Russo che con lei ha debuttato alla regia con Flirt regalandole l’Orso come migliore attrice a Berlino nel 1983.
Con il Leone d’oro alla carriera di Venezia nel 199, 5 i David, 12 i Globi d’oro e i 3 i Nastri d’argento. Nel 1990 la sua unica regia (Scandalo segreto) mentre in teatro porta La strana coppia e Prima pagina.E’ stata Modesty Blaise, Tosca, Dea, regina dell’avanspettacolo con lo stomaco sempre vuoto, Mimì Bluette ma anche Teresa, Teresa la ladra, reinventata con Dacia Maraini, dal suo romanzo, , la ragazza intellettuale che per Antonioni disse “Mi fanno male i capelli come la Vitti platinata de Le bambole e Le fate, e nel 68 La donna scarlatta che conquistò i francesi come la siciliana che cambiava il mondo e il pensiero delle ragazze ‘liberate’ verso oi Settanta. Una Monica ‘settesottane’ diventata una donna dai mille talenti, che parlava del cinema con il titolo della trasmissione che l’aveva portata a raccontarlo in tv: Passione mia, il mondo nel quale resta ora in un immaginario da grande, grandissimo schermo, che il mondo dello Spettacolo e gli appassionati dei suoi film continueranno ad apprezzare anche ora che, veramente, è andata via.

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