martedì, 24 novembre 2020

Addio a Gigi Proietti, genio raffinato e popolare

Addio a Gigi Proietti, genio raffinato e popolare

Roma, 2 novembre – “che vogliamo fa? La data è quella”. Così Gigi Proietti ironizzava sulla sua data di nascita, il 2 novembre, Lo stesso giorno, nel quale all’alba, proprio quando avrebbe dovuto festeggiare il suo 80 anni, si congeda improvvisamente a causa di problemi cardiaci. Artista di genio, versatile incontenibile sul palcoscenico, ma anche uomo che viveva il suo lavoro con un impegno sociale, carismatico, antidivo, ironico., generoso, tanto da crescere una generazione di nuovi attori, da Tirabassi a Brignano. Nato a Roma il 2 novembre 1940, cresciuto nella periferia della capitale,”Proietti pensava soprattutto alla musica e guardava all’America. Per lui l’unico palco era quello dei night club, dove suonava e cantava insieme agli amici di sempre. Si era iscritto per gioco a quel corso di recitazione, spinto dalla voglia di qualcosa di diverso: non poteva immaginare che quel “gioco” gli avrebbe cambiato la vita. Si legge nel sommario della sua autobiografia del 2011, Tutto sommato mi ricordo. Nel 1970 coglie al volo la prima grande occasione che gli si presenta, sostituire Modugno nel musical di Garinei e Giovannini ‘Alleluja brava
gente’. Il primo di tanti trionfi, in palcoscenico, che passano anche per I sette re di Roma, di luigi di Magni, che gli regalerà anche uno dei suoi ruoli cinematografici più belli, nella Tosca in romanesco, a fianco di Monica Vitti e A me gli occhi please, spettacolo iconico, che nel esalta le doti da mattatore capace di creare costantemente personaggi esilaranti. In circa 50 anni di attivita’ ha cosi’ collezionato 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, comprese le sfide con Shakespeare che segneranno anche il successo del Globe theatre, nel cuore di Villa Borghese, ma anche 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. Un percorso, nel quale ottiene, fra gli altri, tre Mastri d’argento, e uno per il suo straordinario lavoro come doppiatore (da De Niro a Stallone).

Si confronta con autori come Elio Petri (“La proprietà non è più un furto”) o Alberto Lattuada in “Le farò da padre”. Ma è la televisione, e in particolare a Ugo Gregoretti con cui aveva già lavorato nel “Circolo Pickwick”, che lo valorizza, da dispiega tutto il suo talento: , come fa in Le tigri di Mompracem” (1976). E’ lo stesso anno del suo film culto, Febbre da cavallo” di Steno nei panni dello sfortunato Bruno Fioretti detto Mandrake.
Sul piccolo schermo conquista il cuore del pubblico televisivo anche come conduttore di Fantastico 4 nel 1983) e soprattutto con serie Il Maresciallo Rocca, L’avvocato Porta e Una pallottola nel cuore e più recentemente il ritorno al grande show con Cavalli di battaglia. Alessandro Gassmann lo vuole per incarnare un personaggio che è l’omaggio al padre Vittorio ne Il premio e l’anno scorso Proietti ha regalato un iconico Mangiafuoco nel Pinocchio di Matteo Garrone. L’ultimo suo film arriverà a Natale, come anticipa già il titolo, Io sono Babbo Natale, commedia di Edoardo Falcone nella quale è al fianco di marco Giallini. La sua Roma così tanto celebrata e raccontata gli renderà omaggio anche se nella forma di un funerale privato il 5 novembre, a Piazza del Popolo.

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