mercoledì, 23 agosto 2017

Addio a Anna Marchesini

Addio a Anna Marchesini

Roma, 30 luglio – E’ stata un’attrice molto amata per il suo talento comico, ma anche fra le più ammirate, per il coraggio con cui ha affrontato la malattia che l’affliggeva da anni, l’artrite reumatoide. Anna Marchesini, storica componente del trio con Solenghi e Lopez, si è spenta a 62 anni. Lo ha annunciato su Facebook il fratello Gianni. “Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione – dice in un post – tengo a dirlo io. Ora in questo momento è morta mia sorella Anna Marchesini. Grazie a tutti. Non sarò in grado di rispondervi”.

Nata ad Orvieto, ha segnato negli anni ’80 la storia della televisione italiana grazie alle sue performance con il trio che si era formato nel 1982 (avventura finita dieci anni dopo), con centinaia si sketch e partecipazioni memorabili, fra gli altri a Domenica in, Sanremo e Fantastico,  oltre che per l’indimenticabile edizione in commedia de I promessi sposi. Compagno di strada costante dell’attrice, sia con il trio, che in assolo, è stato il teatro, dove aveva recitato monologhi come Una patatina nello zucchero (1999), l’adattamento di “Le due Zittelle” di Tommaso Landolfi (2005-2006), fino all’ultimo spettacolo, Cirino e Marilda non si può fare, portato in scena nelle ultime due stagioni.

”Ho 60 anni, sono molto malata, ma non mollo – aveva detto in una delle sue ultime interviste televisive, nel 2014, a Che tempo che fa, ospite dell’amico Fabio Fazio -.  Sono obesa di vita, ne sono così interessata che mi interessa anche la morte”.

”Sono sicuro, il suo disincanto non la abbandonava mai e ora se ci vedesse direbbe: ‘cosa sono quelle facce, sembra sia morto qualcuno” – così Tullio Solenghi ha ricordato l’amica all’ANSA –  è una parte della mia vita e di me stesso che se ne va”. Anna ”era un pilastro della comicità, la donna che più mi ha fatto ridere nella vita – ha sottolineato Massimo Lopez -. E nel ‘dopo Trio’ abbiamo continuato a frequentarci e a ridere. Anna ha ironizzato anche sulla sua stessa patologia, esorcizzandola e dando a noi tutti un grande esempio”.

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