martedì, 22 settembre 2020

Abatantuono, vanno superati millenni di ottusità

Abatantuono, vanno superati millenni di ottusità

Roma, 27 febbraio (Francesca Pierleoni) – Una commedia realistica (ma non troppo) con tocchi grotteschi e un trionfo finale in musical. E’ Puoi baciare lo sposo il nuovo film di Alessandro Genovesi, in sala il 1 marzo in 400 copie con medusa, liberamente ispirato dalla commedia teatrale My big gay italian wedding, con Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Dino Abbrescia, Diana Del Bufalo e Antonio Catania, che affronta con leggerezza e un po’ di follia creativa il tema dei pregiudizi contro le unioni civili, nascosti spesso dietro un’apparente apertura.

”Da una parte ci tenevo che nessuno si sentisse rappresentato in maniera sbagliata – spiega il regista -. Dall’altra stavo facendo un film, raccontando una storia. Per me era importante ci fosse un clima di commedia, una leggerezza e grande cura alla recitazione degli attori, che voleva dire non essere macchiette ma lavorare molto sul naturalismo e realismo”. La storia si apre con la proposta di matrimonio di Antonio (Cristiano Caccamo) all’amore della sua vita Paolo (Salvatore Esposito) con cui vive a Berlino. Il compagno accatta, ma chiede di andare a conoscere i futuri suoceri. Così i due partono per la cittadina natale di Antonio, Civita di Bagnoregio, insieme alla logorroica e affettuosa amica e coinquilina Benedetta (Del Bufalo) e al nuovo arrivato in casa, Donato (Abbrescia), che ha deciso di trasferirsi a Berlino dopo che moglie e figlia l’hanno ‘beccato’ mentre dava sfogo alla sua passione, vestirsi da donna. La notizia delle future nozze, sconvolge Roberto (Abatantuono), il padre di Antonio, sindaco della cittadina, mentre è ben presa dalla madre Anna (Guerritore), che caccia il marito di casa per la sua chiusura mentale. Mentre si avviano i preparativi del matrimonio, orchestrati nientemeno che dal re dei wedding planner Enzo Miccio, si susseguono i guai per le varie coppie e le rispettive famiglie, anche per colpa di Camilla (la bravissima Beatrice Arnera), ex fidanzata di Antonio, ancora innamorata di lui e diventata una sorta di stalker.

”In questo caso il padre rappresenta il quotidiano, molti la pensano come lui, anche se in apparenza sembrano persone emancipate ed evolute – dice Abatantuono -. Poi viene fuori l’ottuso che è in lui. Negli anni abbiamo accumulato millenni di ottusità recondita da superare, e c’è chi fa fatica”. Per l’attore trattare l’argomento in commedia ”è il modo migliore per far passare questa tematica. E nel nostro cinema la commedia ha raccontato e emozionato molto di più di tanti film drammatici trattando temi importanti, basti pensare a La grande guerra”.

Secondo Monica Guerritore ”la bellezza di tutti i personaggi è l’essere lievemente scorretti. Escono dai cliché e questo gli dà forse una verità. Nel mio personaggio, c’è la forza femminile, la nostra capacità di cambiare, accogliere il nuovo e l’inatteso. All’inizio in una situazione come quella del film c’è lo shock che può venire dall’inatteso, ma dopo amore chiama amore”.

Salvatore Esposito, che traccia il suo personaggio con molta misura, è cosciente del fatto che molti nel pubblico lo identifichino principalmente nel personaggio di Gomorra: ”quando hai la fortuna di partecipare a un prodotto di successo internazionale, è facile che la gente ti veda solo in quel ruolo. Io sto cercando di fare cose diverse, senza mai rinnegare quello che ho fatto e farò.Qui spero di riuscire, attraverso il mio lavoro, a far passare la mia idea di raccontare qualcosa di vero e reale con sentimenti puri’. Di Puoi baciare lo sposo gli è piaciuta la volontà di mettere in scena ”questa storia d’amore con la sincerità e la forza che la commedia ha dentro di se”’.

Al film ha fatto da consulente l’associazione Diversity, impegnata nell’abbattimento delle discriminazioni: ”Potrebbe non sembrarlo ma questo è un film importantissimo per l’inclusione – sottolinea la presidente dell’associazione Francesca Vecchioni – aiuta a far capire quanto bisogni abbattere le paure con la conoscenza. Usare un linguaggio che arrivi a tutti, cambia la vita delle persone”.

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