mercoledì, 15 agosto 2018

A Venezia i restauri dei capolavori di Olmi e Visconti

A Venezia i restauri dei capolavori di Olmi e Visconti

Roma, 14 Luglio- Il programma della 75ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si conoscerà il 25 Luglio, ma intanto la Cineteca di Bologna ha annunciato i due restauri che verranno presentati al Lido. E si tratta di due capolavori assoluti: il secondo lungometraggio di Ermanno Olmi, Il posto (restaurato dalla Cineteca di Bologna e Titanus), e Morte a Venezia, ambientato da Luchino Visconti proprio al Lido, tratto da Thomas Mann (nel restauro promosso dalla Cineteca di Bologna e Istituto Luce – Cinecittà, in collaborazione con Warner Bros. e The Criterion Collection). Il Posto fu presentato nel 1961 alla Mostra del Cinema di Venezia, e vinse il Premio della critica. “La storia di un ragazzo di povera famiglia milanese – scriveva Alberto Moravia – timido, mediocre, rassegnato in partenza, il quale cerca, appunto, un posto, ossia un impiego qualsiasi al quale dedicare la propria vita. Alla modestia di quest’ambizione conviene come un guanto la burocrazia modernissima basata sui test e sulle relazioni umane, sul taylorismo e sulle mense aziendali, ossia sopra un genere di sfruttamento più intelligente di quello d’un tempo e dunque più pericoloso”. “È un’iniziazione – diceva Ermanno Olmi –, lui viene dal mondo contadino, perché abita ancora a Meda, nella cascina del padre, che pur facendo l’operaio vive ancora in campagna; davanti alla sua casa, dove soltanto pochi anni prima c’erano le stalle, ora cominciano a mettere i motorini e le Seicento; quindi, questo ragazzo che viene da Meda, che porta ancora dietro di sé l’odore delle stalle, va a Milano a fare l’impiegato, arriva nella grande città, la città della metropolitana e vede una bella ragazzina milanese … è un’iniziazione”.
Morte a Venezia venne realizzato da Luchino Visconti nel 1971: sulle note di Gustav Mahler, si svolge “la storia introversa fino al mutismo – scriveva il poeta Giovanni Raboni – della crisi di un intellettuale di mezza età, che a contatto con l’ambigua e inquietante verità della bellezza giovanile e dell’erotismo, impersonate da un adolescente incontrato per caso in un grande albergo, vede sgretolarsi fino alla morte fisica l’impalcatura delle proprie concezioni estetiche e morali. Sullo sfondo, una Venezia oppressa dallo scirocco e minacciata dalla pestilenza”.

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