sabato, 16 novembre 2019

A Cinecittà il Nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo

A Cinecittà il Nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo

Roma, 29 ottobre – Un luogo per ritrovare o scoprire il nostro immaginario collettivo, dove i visitatori italiani e non, possono conoscere e vivere la storia e l’evoluzione dell’arte più potente nata oltre un secolo fa: l’arte delle immagini in movimento, l’Audiovisivo. Il medium che ha determinato il nostro modo di vedere, conoscere e immaginare il mondo, attraverso le lenti del Cinema, della Televisione, fino alla tecnologia digitale della Realtà Virtuale e Aumentata, e del Videogioco.
Ma soprattutto un viaggio attraverso la sua crescita tecnologica nel paese, l’Italia, dove da molti secoli l’immagine è al centro dello sviluppo culturale e sociale.

Questo è il presupposto di ciò che vuole raccontare il MIAC – il nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, che aprirà al pubblico negli Studi di Cinecittà dal prossimo dicembre. Il primo museo multimediale, interattivo e immersivo interamente dedicato al genere nella Capitale.

Il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema sorge all’interno degli Studi di Cinecittà su un’area di 1650 metri quadri, nell’edificio un tempo sede del Laboratorio di Sviluppo e Stampa: un luogo dove nei decenni, in milioni di metri di pellicole e pizze, è passata buona parte della storia del cinema italiano. Ora quelle sale tornano a vivere, e a ospitare nuovamente la pellicola.

Quello che il MIAC racconterà e farà vivere al pubblico è il percorso del patrimonio audiovisivo italiano dalle origini del Cinema, ai filmati che hanno costituito i grandi archivi del nostro paese fino all’arrivo della Televisione e alla nascita e allo sviluppo della nuova immagine digitale. Un patrimonio visto nelle sue relazioni con la Storia, con la nostra vita sociale e culturale e i mutamenti del linguaggio visivo lungo il XX e XXI secolo.

Quello che le sue sale ospiteranno è il lungo ‘film’ della visione in Italia.

Alla base del Museo c’è naturalmente la materia: centinaia di film e filmati d’archivio (degli immensi fondi dell’Istituto Luce e delle Teche Rai, e degli archivi partner), documenti, fotografie, interviste, sigle, backstage, grafiche, radio… Un patrimonio materiale e immateriale di civiltà visiva lungo 120 anni. Ma reso immersivo ed emozionale grazie a installazioni interattive, videoarte, linguaggi transmediali, per sollecitare i sensi e le percezioni del visitatore.

Nel MIAC cinema, tv, digitale, si mescolano in un nuovo linguaggio, e in un nuovo genere. Il Museo sarà dedicato all’arte della visione, e all’arte di chi vede.L’approccio è molteplice: immersivo, conoscitivo, emozionale e personale.
Voluto e finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, il MIAC è realizzato da Istituto Luce-Cinecittà, in partnership con Rai Teche e CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con Cineteca di Bologna, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Fondazione Cineteca Italiana, Cineteca del Friuli, Mediaset, con il Patrocinio di SIAE. Un’unione ricercata e trovata di grandi marchi della nostra memoria e dell’immaginario, che insieme rappresentano un patrimonio di archivi visivi di livello mondiale.

La cura del MIAC è affidata a Gianni Canova, storico del cinema, docente universitario, Gabriele D’Autilia, storico della fotografia, docente universitario di studi visuali, Enrico Menduni, storico dei mass media, docente universitario, Roland Sejko regista.

L’allestimento è ideato, progettato e curato da NONE collective. Il progetto edilizio è curato dall’architetto Francesco Karrer.

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