mercoledì, 25 novembre 2020

A casa tutti bene, parlano gli attori

A casa tutti bene, parlano gli attori
Photo Credit To Pietro Coccia

Roma, 2 febbraio (Fr. Pierl) – L’anima dei personaggi, il senso del film, l’esperienza del set corale, raccontati dal cast in conferenza stampa.

Stefania Sandrelli: “Noi donne siamo fatte per sorreggere il mondo”
Alba, madre di Carlo (Pierfrancesco Favino), Paolo (Stefano Accorsi) e Sara (Sabrina Impacciatore) “è come tutte le mamme dovrebbero essere, amorevoli e attente alla loro famiglia, il luogo dove si vivono rapporti intensi al cubo”. L’attrice, come il suo personaggio è convinta che “Noi donne siamo fatte per sorreggere il mondo. Amo gli uomini, ma bisognerebbe lavorare un po’ di più al sostegno delle donne, affinché siano più rispettate, far sì che il loro valore arricchisca sempre più la società”.

Ivano Marescotti: “Delle famiglie allargate a volte non ne puoi più”
Il suo personaggio, il capofamiglia Pietro, marito di Alba “ vuole bene a tutti, considera la famiglia con molta attenzione, ma a un certo punto non ne può più, soprattutto della famiglia allargata, con i figli, le mogli, le ex mogli… Tu sollevi il sasso e sotto non c’è dell’erba verde. D’altronde lo mostra anche il poster. Nel manifesto siamo tutti sorridenti, ma sopra di noi c’è un nuvolone nero, incombente”.

Pierfrancesco Favino: “La famiglia diventa paradigma della società”
Nel film “la famiglia diventa paradigma di una società. La storia è un mosaico con tanti specchietti, ognuno può scegliere in quali riconoscersi. Conosco nella vita tanti Carlo e anche una parte di me è come lui, c’è veramente della vita quotidiana nel racconto, non ci sono supereroi”.

Carolina Crescentini:Ginevra ha il bisogno disperato di essere amata
Ginevra, moglie insicura e possessiva di Carlo è “un personaggio molto distante da me. Probabilmente è nata paranoica, gelosa e particolarmente ossessiva, ma continuo a pensare ci sia stata una malgestione dei rapporti da parte del marito per farla arrivare a questo punto di rottura. E’ una donna che tenta, nel modo sbagliato, di difendere il suo ruolo all’interno della famiglia, e ha un disperato bisogno di essere amata”.

Valeria Solarino:Elettra tira fuori la sua ferita
Elettra, ex moglie di Carlo “è apparentemente un personaggio molto risolto e sicuro, che sembra aver chiuso con l’amore e le relazioni. Ma verrà fuori la ferita che ha, un’idealizzazione dell’amore che non può più vivere. Il suo non rifarsi una vita probabilmente è legato alla vita che non può più avere”.

Sabrina Impacciatore: “Muccino, uno degli incontri più importanti della mia vita
Sara “è una specie di control freak, ha bisogno di occuparsi tanto delle vite degli altri perché non vuole guardare alla propria. Per lei la famiglia è un punto d’arrivo che vuole mantenere fermo a costo di tutto, anche di non ascoltare i propri bisogni più profondi”. L’attrice per il film ha anche collaborato alla sceneggiatura: “Quello con Gabriele è uno degli incontri più importanti della mia vita. In L’ultimo bacio ho debuttato al cinema sul grande schermo, e qui debutto da sceneggiatrice. Sentivo che per Gabriele questo film era un’urgenza. Durante le riprese ha vissuto un’ebbrezza creativa, era come un pittore che dipinge un affresco e noi ne prendevamo ispirazione. Questo è un film viscerale, di pancia. Quando lo abbiamo visto per la prima volta, piangevamo tutti”.

Giampaolo Morelli: “Una coppia con due carnefici
Il suo Diego, marito infedele di Sara, “non è l’unico carnefice in questa coppia, come capita spesso. lo è anche chi non vuole vedere la realtà a tutti costi”.

Stefano Accorsi: “Mai fatto un film così corale
“E’ bello interpretare un personaggio come Paolo, un uomo sopra i 40 che con fede e ispirazione crede ancora nell’amore e ha speranza verso il futuro – spiega -. Non avevo mai fatto un film così corale, nel quale ero sempre in scena con 20 attori, tutti così bravi. E’ stato un set complesso ma Gabriele ci ha fatto passare tutto con grande naturalezza”.

Elena Cucci: “Isabella si concede una seconda possibilità
Il suo personaggio “crede nell’amore, e si concede una seconda possibilità. Nella vita ha messo da parte il suo animo sognante ma a un certo punto viene travolta dal sentimento. Vuole crederci, con una leggerezza da non confondere con la superficialità”

Gianmarco Tognazzi: “Il mio Riccardo, un omaggio a papà”
Per il personaggio di Riccardo, l’anello debole della famiglia, Muccino si è ispirato al Baggini interpretato da Ugo Tognazzi in Io la conoscevo bene. Un omaggio che “mi inorgoglisce molto per il quale ringrazio molto Gabriele – dice l’attore -. Ho sentito la responsabilità di interpretarlo, ma nella mia carriera non ho mai cercato un confronto con mio padre, ho cercato di adattarmi nella differenza. Credo ci siano delle somiglianze fra i due ruoli legate al fatto che anche Riccardo rappresenta un saltimbanco preso in giro da tutti”. Per interpretarlo “non ho dovuto fare grandi sforzi .Da adolescente ero Riccardino, poi mi sono placato”.

Giulia Michelini: “Luana reagisce all’ipocrisia
La sua Luana, compagna di Riccardo “cerca di mantenere un profilo basso per tutto il film, ma non ce la fa più di fronte alle maschere e all’ipocrisia che vede nella famiglia, è una persona pura”.

Massimo Ghini: “Muccino mi ha offerto una nuova sfida”
Interpreta Sandro, malato di Alzheimer: “Quel tipo di malattia, che è stata vissuta da persone a me vicine, porta una comicità inconsapevole, e io nel rappresentarla sullo schermo non volevo fare nulla che offendesse i malati. Gabriele mi ha dato la possibilità di vivere di nuovo una sfida. Mi ha ricordato Compagni di scuola, dove ero l’unico personaggio che non faceva ridere. Anche qui ero come un corpo estraneo, ma mi ha aiutato tutto il cast, e soprattutto Claudia (interprete della moglie Beatrice). Il nostro è un passo a due, io fisicamente mi appoggiavo a lei, e sentivo la condivisione della difficoltà”.

Claudia Gerini: “Il cast come un’orchestra
“Gabriele mi ha spiegato il film con la metafora di un’orchestrazione. E’ veramente corale, i ruoli sono tutti ugualmente importanti. Nella storia ho percepito corde belle e malinconiche, ogni ruolo ha il suo colore. Ed ho amato molto lavorare con Massimo. Gabriele ci ha messo insieme come una coppia potenzialmente dalle grandi speranze, ma che convive con un’ombra”.

Elisa Visari e Renato Raimondi: “Noi in mezzo a una famiglia di pazzi
Danno volto alla coppia più giovane del film, Luna e Edoardo: “I nostri personaggi hanno avuto modo di vivere in mezzo a una famiglia di pazzi e questo li fa riflettere sul futuro,e sul fatto di avere tutta la vita davanti” dice Raimondi. Inizialmente “prendono un po’ le distanze dagli adulti – spiega Elisa Visari – ma poi torniamo sempre alla realtà, alla famiglia, l’unico posto sicuro dove ci vogliono veramente bene”.

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