domenica, 27 settembre 2020

87 ore in dvd ad aprile

87 ore in dvd ad aprile

Roma, 19 febbraio – Con il documentario 87 ore Costanza Quatriglio viene premiata per la terza volta dal SNGCI che già le aveva attribuito due Nastri d’argento, per Terramatta e Triangle.

87 ore racconta gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di 58 anni originario di Castelnuovo Cilento, legato al letto di contenzione e ripreso dallo sguardo di nove videocamere di sorveglianza poste all’interno del reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania.

 

All’annuncio del premio la regista dichiara: “Ringrazio di cuore il SNGCI. È con gioia davvero speciale che ricevo questo premio. 87 ore è stato un’avventura speciale, condivisa con persone speciali. Speciale era anche la sfida: sembrava impossibile trarre un film da quelle immagini di videosorveglianza, eppure 87 ore esiste ed è proprio a film finito che ci siamo resi conto di quanto sia importante, oggi, non farci soverchiare dalle immagini che ci circondano ma, al contrario, provare a farle diventare parte della narrazione del nostro tempo. Francesco Mastrogiovanni in quelle immagini meccaniche era solo un corpo, oggi è una persona di cui possiamo pronunciare il nome e ricordare il sacrificio. Dedico quindi questo premio alla famiglia di Francesco e a tutti coloro che chiedono di non distogliere lo sguardo”.

 

Dopo l’uscita in sala e la messa in onda su Rai Tre, il prossimo 5 aprile 87 ore uscirà in dvd con Mustang Entertainment arricchito da contributi video extra, tra cui interviste a Costanza Quatriglio, allo psichiatra Peppe Dell’Acqua, a Luigi Manconi di A buon diritto, il video della canzone dei 99 Posse e i bozzetti dei disegni di Simone Massi.

 

Il brano dei 99 Posse è candidato al Premio voci per la libertà di Amnesty International.

 

87 ore è un documento unico perché le telecamere hanno permesso di testimoniare per la prima volta, come se fosse un racconto, l’uso ingiustificato della contenzione nei TSO (trattamento sanitario obbligatorio)  impiegata come strumento di repressione e punizione. Una violazione dei diritti umani all’ordine del giorno nel nostro paese, sulla quale si battono da anni l’associazione A Buon Diritto di Luigi Manconi che ha partecipato alla scrittura del film, e Amnesty International.

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