lunedì, 25 settembre 2017

Sandrelli, Virzì e C’eravamo tanto amati

Sandrelli, Virzì e C’eravamo tanto amati

Roma, 3 giugno (Fr. Pierl) – E’ stata l’anteprima italiana della versione restaurata di C’eravamo tanto amati, ad aprire le 60 serate di Festival Trastevere – Rione del Cinema, la rassegna a ingresso gratuito, organizzata a Piazza San Cosimato dall’Associazione Piccolo Cinema America. Un debutto introdotto da un incontro speciale, quello fra Paolo Virzì e la protagonista femminile della pellicola di Scola, Stefania Sandrelli.

La conversazione retta dallo humour e l’intesa fra i due toscani doc, ha unito ricordi, curiosità, riflessioni (mai seriose), e l’omaggio a un maestro ”che ci ha sostenuto fin dall’inizio” hanno ricordato i ragazzi del Cinema America. Venendo a C’eravamo tanto amati ”durante le riprese avevamo la consapevolezza di fare qualcosa di importante – ha detto l’attrice -. Si parlava di fascismo, antifascismo, diritti. E’ un film che mi ha acculturato, che mi ha fatto crescere”. E ha aggiunto: ”proprio ieri mi hanno fatto vedere una mia foto di quel periodo, quasi non mi riconoscevo. Era vero allora che non mi sono mai sentita bella, non mi fregava nulla della bellezza… mi sono piaciuta”.

Scola, per Stefania Sandrelli ”era nella vita come sul set, sempre molto sensibile e attento all’umanità della gente” Ma anche ”spiritoso, ironico, malinconico, elegante” ha aggiunto Virzì, che l’ha conosciuto oltre 30 anni fa, quand’era ancora studente al Centro Sperimentale. Mentre ”la forza di Stefania, che Ettore adorava è la sua allegria e il suo gusto della vita, che si riflettono ovunque, sul set e fuori”. Virzì, che ha diretto Stefania Sandrelli in La prima cosa bella, ha ricordato il Nastro d’oro, riconoscimento speciale per i 70 anni dei Nastri d’argento, appena ricevuto dall’attrice. ”Un premio che sento tutto mio, me lo sono goduto – ha commentato lei, che compie i 70 anni fra qualche giorno – perché non è legato alla competizione, che pesa sempre un po”’.

Ripercorrendo alcune delle scene e della battute più famose del film (il primo titolo in sceneggiatura era Avventura italiana) si è parlato anche dei rapporti con i tre protagonisti maschili, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores: “ti corteggiavano?” ha chiesto Virzì. ”Ma no – ha risposto sorridendo l’attrice -. Erano galanti, coglievo qualche sprazzo, perché ero bellina, simpatichina, dolcina, senza fronzoli”’. Fra i tre,” quello che mi piaceva di più era Nino, per la sua semplicità… ma anche fisicamente”. Era forte però l’intesa anche con Gassman, con cui è tornata a lavorare anche in altri film di Scola, come La terrazza, La famiglia e La cena: ”Quando Vittorio se n’è andato ho sofferto più che per tutti. Colpiva il suo mistero, era un uomo così grande e forte e allo stesso tempo così fragile”. Anche se, ha aggiunto, ”sul set de La Terrazza mi ha fatto un brutto scherzo. Dovevamo baciarci e lui odorava di spremuta d’aglio… poi Ettore mi ha detto che l’aveva fatto apposta”.

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