domenica, 21 ottobre 2018

35 “cinepanettoni” in 1

35 “cinepanettoni” in 1

Roma, 12 dicembre (Fr. Palm./Servizio video) – Una summa, un’operazione-nostalgia, un “amarcord”, un regalo speciale fatto per il pubblico ma anche per se stessi, come chiusura e bilancio di un’epoca: è un po’ tutto questo Super vacanze di Natale, il film di montaggio, diretto da Paolo Ruffini, che celebra i 35 anni del “cinepanettone”, pensato dalla Filmauro – da Aurelio De Laurentiis e da suo figlio Luigi – per festeggiare un compleanno importante, che vuole essere un traguardo e anche un punto di (ri)partenza.

Tutto iniziò nel lontano 1983, a Cortina, con quel primo Vacanze di Natale che è diventato un cult e che ha aperto la strada a quello che poi si è trasformato in un appuntamento fisso, puntuale e atteso dal pubblico, che al box office ha sempre premiato questa saga delle feste, osteggiata e “snobbata” dalla maggior parte dei critici cinematografici ma, ad esempio, “difesa” da Tullio Kezich che scrisse di “rider forte” durante le proiezioni. Le stesse risate che questo film di raccolta vuole strappare agli spettatori di oggi, in una società cambiata e purtroppo non in meglio, già allora disegnata, messa alla berlina e ben rappresentata dai personaggi (volutamente) grezzi, volgari, infedeli e scorretti che hanno popolato queste opere.

Protagonisti assoluti, a formare una delle coppie storiche – seppur ora scoppiata – del nostro cinema, Christian De Sica e Massimo Boldi, alle prese con l’eterno scontro tra Roma e Milano, al centro di alcune gag e scene entrate nell’immaginario collettivo. Accanto a loro, tantissimi volti della comicità italiana: da Jerry Calà a Massimo Ghini, da Ezio Greggio a Enzo Salvi, da Claudio Amendola a Diego Abatantuono, da Biagio Izzo a Alessandro Siani, da Fabio De Luigi a Lillo&Greg. Tra i volti femminili, a spasso nel tempo, ricordiamo una giovane Stefania Sandrelli, Sabrina Ferilli, Belen, Michelle Hunziker, Anna Foglietta e Paola Minaccioni, mentre, tra le guest star internazionali, Danny De Vito, Leslie Nielsen, Cindy Crawford, Megan Gale, Ronn Moss e Bo Derek. Lungo l’elenco anche delle location scelte per le riprese, dalle Alpi italiane alla Milano degli Yuppies, da New York a Miami, dall’Africa all’Egitto, dall’India a Londra, da Rio De Janeiro a Santo Domingo. Dietro la macchina da presa, si sono passati il testimone i fratelli Vanzina, Neri Parenti, Enrico Oldoini e, al timone in questi ultimi anni, Volfango De Biasi.

“L’idea di questo film-omaggio è stata di mio figlio – spiega Aurelio De Laurentiis – Ci eravamo resi conto che avevamo bisogno di una pausa, perchè non ci fermavamo dall’83. E arrivando questa ricorrenza, abbiamo celebrato l’anniversario mettendo insieme tanti metri di pellicole, chilometri e chilometri da visionare.  È stato curioso vedere, dopo 1100 ore di lavoro, come questi film tornavano ad avere una vita nuova, diversa”.

A “cucire” sequenze su sequenze è Ruffini, che ha sempre “venerato” i “cinepanettoni”, ancor prima di finirci dentro come attore: come sottolinea Luigi De Laurentiis, “Paolo è un vero conoscitore, sa tutti i film a memoria. Abbiamo lavorato 6 mesi e avevamo 80 ore da mettere insieme, per avere un prodotto che possa mettere tutti d’accordo, le nuove generazioni che si aspettano dei linguaggi attuali, ma anche le vecchie. La ‘mission’ è quella di sempre, ossia il divertimento del pubblico”.

“Questi film hanno reso la mia infanzia più bella – afferma Ruffini – Per me, è stato come aprire uno scrigno e giocare con tutto il materiale come un bambino fa con il pongo. I ‘cinepanettoni’ non hanno mai offeso, parlano di cose che hanno fatto grande la nostra comicità e la loro leggerezza vince su qualsiasi cosa. Hanno una scorrettezza meravigliosa, Boldi che appare spesso nudo non è mai volgare, è come Gatto Silvestro, un cartone animato vivente che con De Sica ha recitato in modo unico. Credo che abbiamo realizzato qualcosa di storico con questa raccolta, da regista non ho messo solo le mie scene preferite, ma anche quelle epiche. Non si tratta di un ‘blob’, ma di un ‘unicum’ che ha un inizio, degli intrecci e un finale, con un gruppo di amici che finisce davanti ai fusilli e si leva il Natale dalle scatole. Dentro ci sono anche delle nostalgie, perchè oggi manca il senso della risata e si è persa la dimensione sociale, mentre esiste solo quella ‘social’. E anche il pubblico è meno leggero, rispetto ad allora”.

Le immagini affiancano passato e recente presente… ma il futuro? Cosa ci sarà adesso, per le feste, nella scuderia Filmauro? “Non lo sappiamo, ci stiamo prendendo del tempo e anche noi dobbiamo capire dove andare – rispondono i produttori – Anche gli altri film di Natale sono cambiati e gli spettatori cercano altro. Comunque, a guidarci, è sempre una sola unica passione: trovare una storia bella da raccontare”.

Intanto, quando questo Natale sarà finito, ad inaugurare il 2018 ci penserà Carlo Verdone, con il suo ultimo film, Benedetta follia, in sala dall’11 gennaio.

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