mercoledì, 18 settembre 2019

1938 Diversi, per non dimenticare

1938 Diversi, per non dimenticare

Venezia, 5 Settembre 2018- “Ricordare è sempre importante”, dice a Venezia Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz senatrice a vita, 88 anni, da 30 testimone della memoria, protagonista al Lido di una giornata straordinaria proprio sul tema della memoria: nel film di Giorgio Treves, scritto con Luca Scivoletto, sull’anniversario delle leggi razziali in Italia, la vediamo tornare sul Binario 21 della Stazione Centrale di Milano dove partì per il campo di concentramento. E a Venezia, con il regista, raccconta: “Il razzismo e l’antisemitismo non sono mai sopiti, solo che nel dopoguerra della democrazia si preferiva non esprimerlo. Oggi è passato tanto tempo, quasi tutti i testimoni sono morti e il razzismo è tornato così come l’indifferenza generale, uguale oggi come allora quando i senza nome eravamo noi ebrei. Oggi percepisco la stessa indifferenza per quelle centinaia di migranti che muoiono nel Mediterraneo, anche loro senza nome, e ne sento tutto il pericolo”. Dichiarazioni che fanno riflettere e dovrebbero segnare anche i ragazzi che non sanno: “sono i giovani come i miei nipoti ideali, spettatori attentissimi, a dover capire, sono loro la nostra vera eredità di testimonianza”. I testimoni di quegli eventi quasi non ci sono più: l’editore Bruno Segre compie 100 anni, mentre il medico Roberto Bassi, che nel film racconta come fu allontanato dalla scuola elementare Diaz di Venezia, ne ha 93. “Non è un documentario celebrativo, anche se nasce dall’occasione dell’80° anniversario delle leggi razziali, piuttosto serve a ricordare di puntare il dito contro le leggi razziali, sempre e ovunque”, spiega Treves. Che nel film ha affidato a Roberto Herlitzka alcune toccanti testimnianze di allora. 1938 Diversi di Giorgio Treves è un film sul razzismo di ieri che fa riflettere sul razzismo di oggi. Realizzato con materiali d’archivio dagli anni ’30 al ’43 e soprattutto con testimonianze degli storici Michele Sarfatti, Sergio Luzzatto, Alberto Cavaglion; di intellettuali come Walter Veltroni, Luciana Castellina, Rosetta Loy e di vittime delle leggi razziali il film uscirà in sala l’11 ottobre con Mariposa e il 23 ottobre andrà in tv su Sky Arte che ha collaborato alla produzione della Tangram di Roberto Levi insieme a Piemonte Film Fund, MiBAC, AB Groupe e Aamod. E’ del 14 luglio 1938 il Manifesto della Razza, mentre risale al 5 settembre dello stesso anno la firma in Toscana, alla villa del Gombo nella tenuta di San Rossore a Pisa, del regio decreto per la difesa della razza nella scuola fascista, firmatari re Vittorio Emanuele, Mussolini, il ministro Bottai, l’ammiraglio di Revel. Il 6 ottobre arriva la Dichiarazione sulla razza approvata dal Gran Consiglio del fascismo e pubblicata il 26 ottobre, il 17 novembre il regio decreto con i Provvedimenti per la razza italiana (con il divieto per gli ebrei di lavorare alle dipendenze di enti pubblici). Sono date che portano ad emarginare dalla vita pubblica gli ebrei italiani. E come disse Umberto Eco: “Il fascismo può tornare sempre, il nostro dovere è smascherarlo ogni giorno in qualunque parte del mondo”. 1938 Diversi lo ricorda. E dà l’allarme.

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