lunedì, 10 agosto 2020

Addio a Michel Piccoli

Addio a Michel Piccoli

Roma, 18 maggio – “Ascoltare, entrare in un segreto, è sempre stato il mio modo di tenermi allenato, per essere la migliore marionetta che gli altri potessero immaginare”. Così, in un’intervista a Telerama, si descriveva Michel Piccoli, scomparso il 18 maggio a 94 anni, come ha rivelato la famiglia dell’attore. Ironico e camaleontico tanto in palcoscenico quanto sul set, Jacques Daniele Michel Piccoli, nato a Parigi il 27 dicembre 1925 debutta sul grande schermo a 20 anni con Silenziosa minaccia (1945) di Christian-Jaque. Dopo una serie di ruoli di contorno, incontra nel 1956 uno dei registi che lo ‘adotteranno’ come proprio attore feticcio, Luis Bunuel. Un sodalizio iniziato con La selva dei dannati (1956) e che passa per Il diario di una cameriera (1964) e il provocatorio Bella di giorno (1967) con Catherine Deneuve, Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, fino a Il fascino discreto della borghesia (1972) e Il fantasma della libertà (1974).

Nel 1963 incarna per Jean -Luc Godard, a fianco di Brigitte Bardot, il protagonisti, tra compromessi e rimorsi de Il Disprezzo. nel 1969 arriva l’incontro con quello che diventerà anche uno dei suoi più grandi amici, Marco Ferreri, suo regista in uno straordinario percorso in sette film insieme di personaggi sempre sorprendenti, da Dillinger è morto (1969) fino a Come sono buoni i bianchi (1988), passando, fra gli altri per La cagna, con un altro grande amico, Marcello mastroianni e Catherine Deneuxe (1971); un capolavoro epocale come La grande abbuffata, tragicomico requiem gastronomico a fianco, di Philippe Noiret, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi e Andrea Ferreol e Non toccare la donna bianca (1974). Tra gli altri cineasti che gli danno occasione di mettersi alla prova, Alfred Hitchcock in “Topaz” (1969), Louis Malle in Atlantic City (1980) e Manoel De Oliveira, riaffidandogli anche il ruolo dell’ambiguo personaggio di bella di giorno in Bella sempre (2006).

Il suo legame con il cinema italiano continua ad assumere nuove forme, da Liliana Cavani, a due film con Marco Bellocchio (Salto nel vuoto, con cui vince il premio come migliore attore a Cannes e Gli occhi, la bocca), Compagna di viaggio di Peter Del Monte (1997), con Asia Argento al Papa così umano che decide di ‘dimettersi’ in Habemus Papam di Nanni Moretti, che gli porta, fra i tanti riconoscimenti, Il nastro europeo. E proprio Moretti ha ricordato l’attore come “un gigante”. È stato “un grandissimo privilegio lavorare con una persona e un attore come Michel Piccoli. Sono quelle fortune che capitano una volta nella vita” ha spiegato. “L’avevo incontrato brevemente sul set di un film di Peter Del Monte, Compagna di viaggio”. Molti anni dopo nel 2009, “partii insieme al mio aiuto regista per Parigi con il vestito bianco del Papa dentro una valigia. Gli feci un provino nell’ufficio del mio coproduttore francese. Naturalmente non era un provino per misurare le sue qualità artistiche ma per capire se poteva recitare un intero film in italiano, dato che non prendevo nemmeno in considerazione l’idea di doppiarlo. Durante le riprese è sempre stato disponibile, generoso, mai capriccioso, e ha capito al volo cosa volessi raccontare attraverso la figura di quel Papa così umano e sofferente. Per noi spettatori è un grande dolore, se ne va un gigante del cinema e del teatro.”

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