lunedì, 14 ottobre 2019

Clooney con Catch-22 racconto l’assurdità della guerra

Clooney con Catch-22 racconto l’assurdità della guerra

Rpma, 13 maggio (Fr. Pierl) – Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo: è il paradosso contro cui deve combattere John Yossarian (interpretato dalla rivelazione Christopher Abbott, bombardiere dell’Usa air force, di stanza in una base Usa a Pianosa, desideroso solo di tornare a casa, durante la Seconda Guerra Mondiale. Una lotta che attraversa Catch – 22 la miniserie in sei puntate diretta, prodotta e interpretata da George Clooney e il suo socio di sempre, Grant Heslov (alla regia c’è anche Ellen Kuras), che debutta su Sky Atlantic dal 21 maggio in prima serata. E’ l’adattamento dell’omonimo cult della letteratura americana contemporanea, scritto da Joseph Heller nel 1961 e diventato una bandiera delle battaglie antimilitariste durante la guerra in Vietnam.

“Grant un ed io non pensavamo di fare un film da un libro così amato, ma quando ho letto la sceneggiatura che era bellissima,ci siamo convinti” spiega Clooney oggi a Roma, dove la serie è stata in parte girata (l’altra location è la Sardegna) e viene presentata in anteprima europea. “Penso che questa sia la storia di un uomo che combatte il sistema e perde. Una sensazione che molte persone provano oggi. E serve sempre raccontare l’assurdità della guerra” aggiunge l’attore che si è ritagliato nella storia, dove si uniscono, satira e umorismo nero, il ruolo dell’ufficiale addestratore pazzoide e esaltato tenente Scheisskopf: “è liberatorio – dice Clooney – urlare a tutti come fa questo personaggio e quando ho letto come si chiamava (Co… ne in tedesco”) non potevo non interpretarlo” Kyle Chandler è il colonnello Cathcart, che continua ad aumentare il numero di missioni dei suoi uomini solo per il proprio prestigio personale. Yossarian è l’unico a ribellarsi, cercando in ogni modo di farsi riformare, mentre uno ad uno i suoi compagni di battaglione muoiono. Nel cast, fra gli altri, anche Hugh Laurie, Daniel David Stewart, Jon Rudnitsky, Tessa Ferrer e Giancarlo Giannini, nei panni di Marcello, un saggio proprietario di bordello, pronto ad adattarsi ad ogni stagione. “E’ un film bellissimo e divertentissimo George non è solo un grandissimo attore ma anche un grandissimo regista – spiega Giannini – come i veri grandi, da Visconti a Ridley Scott, non ti dice mai nulla, ti lascia spazio”. Per Giannini, Clooney è un vero politico, spero diventi presidente degli Usa, così da ruffiano come sono gli italiani potrò chiedergli molte raccomandazioni in più” dice sorridendo. Clooney però smentisce le voci su una sua possibile ‘discesa in campo’: Non voglio fare politica, no è il posto logico per me, ho altri talenti e non potrei abituarmi ai compromessi ai quali devono sottostare i politici. Da attore e filmmaker invece posso abbracciare tutte le battaglie che voglio, come attaccare politico, il sultano del Brunei per le sue leggi che mettono a morte le persone lgbt”.

Clooney con Catch-22 torna in tv come attore di una serie ‘scripted’ a 20 anni da E.R: “Fino ad alcuni anni fa gli studios investivano anche in film di dimensioni medie. Allora era possibile produrre titoli come Syriana, Tra le nuvole o Michael Clayton, che pur intrattenendo affrontavano anche temi seri. Ora lo studio non lo fanno più perché non è vantaggioso economicamente. Se faccio un film da 10 milioni di dollari poi si ne devono investire 40 per venderlo. Perciò le storie che amo vengono raccontate in forme diverse, non importa con quale mezzo si scelga. Quello che voglio è raccontare storie che mi coinvolgano. Anche perché ho fatto anch’io un supereroe e non è andata tanto bene…”. Ha già in cantiere con Heslov due nuovi progetti: “c’è un film che inizieremo presto a girare in Islanda, abbiamo appena fatto lo scouting per le location e non vedo l’ora di cominciare, e stiamo preparando una serie in 8 puntate sul Watergate, che è un tema affascinante ed è un momento decisamente interessante per raccontarlo”.

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