sabato, 28 novembre 2020

Winterbottom, il mio cinema da globetrotter

Winterbottom, il mio cinema da globetrotter

Lecce, 10 aprile (Fr.Pierl) E’ un cinema globetrotter e pluripremiato, quello di Michael Winterbottom, 57 anni, che riceve al Festival del cinema europeo di Lecce l’Ulivo d’oro alla carriera. Un percorso nel quale ha realizzato documentari sui temi più disparati, oltre a serie tv e film di tutti i generi, dalla commedia alla fantascienza, portandolo dalla natia Gran Bretagna all’Afghanistan, dall’Italia, dove ha ambientato tre film, all’India, location del suo nuovo road movie, The wedding guest con Dev Patel.

“Sto preparando anche Greed, una satira sui super ricchi, più precisamente su quei miliardari che si arricchiscono con le grandi catene mondiali come quelle dell’abbigliamento. Hanno yacht che valgono miliardi, ma fanno i soldi sulla pelle dei lavoratori nei Paesi poveri, di cui l’85% donne, a cui danno paghe da fame, a volte anche solo 12 centesimi all’ora” spiega oggi il regista.

Il film è stato sviluppato con Sacha Baron Cohen, ma al contrario di quanto annunciato “non sarà lui il protagonista – rivela -. Sto ancora cercando l’interprete giusto”. Greed pare sia ispirato a Philip Green (soprannominato il Trump britannico) il controverso tycoon che ha portato al collasso e svenduto la grande catena mondiale Bhs, recentemente costretto a versare per il fondo pensioni dei dipendenti oltre 363 milioni di sterline. “Per prudenza non posso dire a chi il film è ispirato – spiega sornione -. Sarà un’opera di finzione su un miliardario che ha fatto fortuna col retail e che ora è in crisi. Per far vedere però ai suoi colleghi straricchi di non avere problemi, organizza una festa sontuosa nel Mediterraneo, dove si veste da imperatore ed è circondato da gladiatori. Farà una fine tragica per lui, ma molto fortunata per noi”. Il regista, comunque, non crede nel cinema a tesi: “Mi interessa il film soprattutto perché è una storia divertente, ma certo spero il pubblico faccia una riflessione sulle disparità allucinanti che ci sono oggi tra ricchi e poveri, cresciute negli ultimi dieci anni, in modo esponenziale”.

Il cineasta è molto legato all’Italia, dove ha girato tre film, Genova con Colin Firth; A trip to Italy, una delle tappe del tour gastronomico in commedia, portato avanti da Rob Brydon e Steve Coogan, e Meredith – La faccia di un angelo, sull’omicidio di Meredith Kercher: “Spesso i progetti nascono in modo casuale – spiega – ad esempio per il film su Meredith, ero rimasto colpito da un libro sulla vicenda e mi interessava raccontare come con casi di cronaca come quello, prevalga un voyeurismo da tabloid, e si dimentichi la vera tragedia, la perdita di una figlia per due genitori”. Non è escluso che Winterbottom realizzi un film anche in Puglia, dove spesso viene in vacanza: “Anni fa avevo un progetto ambientato nella Palestina degli anni ’30. Eravamo andati a cercare i luoghi giusti in Israele, poi siamo venuti in Puglia, e abbiamo visto che aveva location molto migliori. Il film non si è più fatto, ma voglio ancora girarlo”.

Winterbottom pensa anche a un film sulla Siria: “Per un anno e mezzo ho parlato con giornalisti, diplomatici e operatori di onlus, soprattutto inglesi e americani, che ci sono stati… mi hanno detto cose incredibili, ma è difficile scegliere cosa raccontare. Forse sarebbe interessante mostrare proprio cosa ci viene taciuto. Ho fatto vari film sui giornalisti, di cui uno sulla guerra in Bosnia (Welcome to Sarajevo, ndr) e mi sono ripromesso di non farne più, ma è anche vero che oggi il mestiere è completamente diverso. Prima i giornalisti avevano le spalle più coperte, oggi sono soprattutto freelance di 21-22 anni che partono con lo zaino, scrivono sui blog, ed entrano in quei territori a loro rischio e pericolo”.

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