giovedì, 18 luglio 2019

10 anni di Pitigliani Kolno’a Festival

10 anni di Pitigliani Kolno’a Festival

Roma, 17 novembre – (Fr. Pierl) – Dal 21 al 26 novembre alla Casa del Cinema e al Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani, sarà protagonista la decima edizione del Pitigliani Kolno’a Festival – Ebraismo e Israele nel cinema.  ”Dalla nascita del f abbiamo voluto proporre il miglior cinema israeliano e d’argomento ebraico delle ultime stagioni, anche nelle sue sfaccettature e contraddizioni, per raccontare la complessità della nostra società”, spiega il consigliere del Pitigliani Ronny Fellus.

Il Pitigliani, sottolinea l’addetto culturale dell’Ambasciata d’Israele Eldad Golan,”è un’opportunità per raccontare la quotidianità di Israele. Il nostro cinema tocca tutti gli argomenti, anche i piu’ dolorosi, ma non parla solo di conflitto. Per questo vorremmo ci fossero sempre meno film di tema politico e sempre più film sulla nostra realtà civile”.

Non e’ mancato un messaggio di solidarietà alle vittime degli attentati a Parigi: ”Quello che è accaduto è un attentato alla civiltà – dice Fellus – l’unica risposta che possiamo dare è nel nostro lavoro, nella nostra difesa della cultura”. E’ stata necessaria qualche misura di sicurezza in più per il Festival? ”Cerchiamo ovviamente di stare più attenti, ma per noi è così quotidianamente, da sempre”.
L’obiettivo del Pitigliani (che è a ingresso libero, esclusa la serata d’apertura, ad inviti) aggiunge Ariela Piattelli, direttore della manifestazione con Dan Muggia ”è uscire da stereotipi e schemi, mischiando linguaggi, come commedia e tragedia. Quest’anno in particolare si ride molto… ce n’è bisogno”.

Tra i film (molti dei quali accompagnati da autori e produttori) ci sono commedie come “Zero motivation” di Talya Lavie -film d’apertura che racconta di giovani soldatesse; “Kicking out Shoshana” di Shay Kanot -sui pregiudizi verso gli omosessuali nel calcio; “The farewell party” di Sharon Mayman e Tal Granit, commedia sull’eutanasia, e il pluripremiato “The kindergarten teacher” di Nadav Lapid, sull’incontro di una maestra d’asilo con un bambino poeta in erba e “Hotline”, duro documentario di Silvina Landsmann sugli immigrati clandestini in Israele.

Inoltre ”ci concentreremo su due argomenti: gli effetti della Shoah sulla seconda e la terza generazione di ebrei, anche in Italia, con documentari come “Numbered” e “I figli della Shoah”, e sul rapporto tra cinema e fede in tutte le religioni”. Tre le altre sezioni, Pkf Celebration, con il ‘best of’ dei dieci anni del Pitigliani e ‘Percorsi ebraici’ con opere come Sacred Sperm, documentario di Ori Gruder, che partendo dall’esigenza di spiegare al proprio figlio il divieto nella religione ebraica di disperdere il seme, racconta come avviene l’educazione alla fede per grandi e piccoli.

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