martedì, 21 settembre 2021

Venezia: Franceschini, investire su Cinecittà e il futuro

Venezia: Franceschini, investire su Cinecittà e il futuro

Roma, 3 settembre – Il mondo lentamente sta tornando a una normalità e il settore audiovisivo è in una fase di grande dinamismo: in questo contesto, gli Studi sono tornati un asset strategico e critico per l’industria. Di questo e altri temi di forte attualità produttiva si è discusso in un convegno organizzato da Cinecittà presso l’Italian Pavilion alla Mostra del Cinema di Venezia, dal titolo ‘Il ruolo degli Studios europei nel nuovo mercato audiovisivo globale’ alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini e di protagonisti del settore audiovisivo nazionale e internazionale, a cominciare da Stan McCoy, Presidente per Europa, Medio oriente e Africa di MPA – la Motion Picture Association, di Andrea Scrosati, COO di Fremantle, e Matteo Rovere, regista e produttore con la sua Groenlandia. Ad accoglierli i vertici di Cinecittà spa, la Presidente Chiara Sbarigia e l’Amministratore delegato Nicola Maccanico.

La presidente Sbarigia nel suo saluto introduttivo ha affermato l’ambizione di Cinecittà di diventare un hub di riferimento per tutte le produzioni audiovisive, italiane ed estere, e ha sottolineato la volontà di valorizzare con un disegno di formazione professionale i mestieri del cinema, sia quelli tradizionali che tanti successi e premi hanno portato al cinema italiano nel mondo, che quelli legati alle nuove tecnologie digitali.

Stan McCoy, presidente EMEA della Motion Picture Association, una dellle realtà più importanti a livello globale nella tutela del diritto d’autore e delle policy per l’innovazione audiovisiva, ha esordito ricordando che nel 2022 l’MPA compirà cento anni, una grande storia da conservare e un’eredità da perpetuare. McCoy ha osservato come negli Studios d’Europa molto si sta facendo a livello di best practices di trasparenza e protocolli di sicurezza, e si è detto certo che tutte le giurisdizioni del continente ottimizzeranno le prassi per sostenere il successo del settore audiovisivo.

Andrea Scrosati, da un osservatorio privilegiato come Fremantle che produce globalmente, ha raccontato come nell’ultimo anno il marchio abbia prodotto 60 serie e 14 film, molti dei quali realizzati in Europa. Quella del continente è una situazione ideale, per la presenza di un grande pool di talent e un forte indicatore di consumi del pubblico per il prodotto audiovideo. L’Italia poi in particolare vanta uno dei tax credit più importanti in Europa, e ha chiosato asserendo che ‘c’è da essere solo ottimisti e qui il ruolo degli Studi è fondamentale, è una chiave per la crescita, e noi come realtà produttiva guardiamo a questo come a una grande opportunità”.

Per Matteo Rovere, regista e produttore che con il marchio Groenlandia propone narrative particolarmente innovative ma legate all’attenzione per l’audience, conferma che gli Studi si trovano in un momento nodale, perché è in atto un cambiamento creativo e produttivo per cercare di utilizzare i teatri di posa come nelle culture statunitesi o anglosassoni. ‘Dobbiamo iniziare a pensare agli Studios non solo come luoghi d’interni, ma come un potenziale molteplice. Siamo in una fase epocale perché dopo decenni in cui i teatri di posa ospitavano ricostruzioni, ora con le nuove tecnologie, specificamente la Virtual reality e il ledwall, c’è la possibilità di ricreare scenari prima impensabili. Si riesce ad abbattere tanta parte di post-produzione, già sul set si girano footage, scene che andranno direttamente sullo schermo.

Grazie alla VR abbiamo la possibilità, ad esempio, di modificare i fondali dietro i soggetti. Si sta superando la famosa frase ‘we will fix it in post’ – si risolve poi in postproduzione. Oggi gli interventi si possono già fare sul set. Negli stage si può unire oggi quasi tutta la filiera produttiva. La parte creativa dovrà immaginare che le nuove tecnologie ci fanno prendere nuove strade’.

Per l’AD di Cinecittà Nicola Maccanico Cinecittà e gli Studi sono un luogo di grande potenzialità, per una condizione oggettiva di mercato: si produce di più, secondo un modello circolare. “Prima, quello che nasceva negli USA veniva distribuito in tutto il mondo, mentre il locale rimaneva locale: oggi il mondo delle produzioni è invece circolare, il pianeta delle piattaforme sta costruendo un pubblico europeo, cosa in cui il cinema non era riuscito, e questa è una grande opportunità per l’Europa’.

Per Maccanico il credito d’imposta attuale rende l’Italia competitiva a livello internazionale. E si assiste a un’evoluzione complessiva che sta cambiando il paradigma degli studios.

‘Certe cose prima inimmaginabili sono oggi produttivamente accessibili a costi sostenibili. Anche cinematografie ‘minori’ possono raccontare storie un tempo impensabili. Le energie pubbliche, lo Stato, hanno avuto una giusta intuizione a voler investire sugli studi, perché oggi Cinecittà e gli Studios possono essere la ‘casa creativa’ d’Europa’.

“Gli Studi di Cinecittà possono essere pieni di cosa prodotte qui, che poi possono viaggiare in tutto il mondo: un regista/produttore italiano oggi ha la ragionevole ambizione di poter parlare ad un pubblico internazionale. Questo – unito a innovazione, green, inclusione – è un cambiamento fondamentale anche a livello di capacità negoziale’ riflette Scrosati.

I temi delle produzioni green, insieme a quelli dell’inclusività e delle diversità di genere sono stati protagonisti del Convegno.

Matteo Rovere ha raccontato la propria esperienza nella produzione della seconda serie di Romulus, realizzata in modalità Carbon neutral, cioè a impatto compensato di emissioni di carbonio. Molti studi in Europa e diversi player stanno mettendo a punto nuovi protocolli per arrivare a una neutralità carbonica. ‘Cerchiamo di stimolare – ha dichiarato il regista – i player sul tema, e rispondono spesso con unità preposte: gli Studi hanno uno ruolo centrale e so che Cinecittà è molto sensibile, per cui se queste facilitazioni vengono suggerite i produttori tendono ad usarle con disponibilità”.

Per Scrosati il tema dell’inclusività è eticamente fondamentale ‘Per me è una precondizione. Le nostre storie parlano a pubblici diversi, fatti al loro interno di differenze. Non raccontare le differenze oggi significa perdere pezzi di pubblico. Farlo invece rende i racconti più ricchi’.

“Noi ci aspettiamo che le produzioni riflettano su inclusione, diversità, uguaglianza ma anche sulla sostenibilità: c’è bisogno di attenzione maniacale per i dettagli, creando delle priorità, un fattore fondamentale a cui i produttori internazionali tengono molto, per cui tutti gli Studi europei devono dare priorità a questi aspetti per essere attrattivi”, aggiunge ancora Stan McCoy.

Per Maccanico i temi di green e sostenibilità così come quelli dell’inclusività e della diversity sono ‘valori sociali, etici, ma anche di business. Cinecittà dovrebbe essere un’avanguardia per la sostenibilità ecologica, l’innovazione, e l’inclusione. Credo dovremmo essere a impatto zero, come Studios, prima che inizino i lavori previsti dal Recovery Plan per i prossimi 5 anni. E credo che per la sua natura pubblica Cinecittà possa farsi non solo protagonista, ma portatrice di protocolli per la sostenibilità e l’innovazione anche fuori dal suo perimetro, su tutto il territorio nazionale’.

“Sono d’accordo con tutto, proprio tutto quello detto nel panel. E a Cinecittà ci sarà l’opportunità di essere all’avanguardia per un contesto competitivo a livello internazionale: il mio consiglio è di cogliere l’occasione e diventare competitivi, c’è una grande tradizione italiana che deve continuare”, per McCoy.

Prima della conclusione del panel e della parole del Ministro presente all’incontro, la visione di un video che ha mostrato il Piano 2021-2026 per gli Studi di Cinecittà: edificazione di nuovi teatri di posa e sound stage, di spazi innovativi dedicati all’ecologia e alla Virtual Reality, così come alla formazione.

“È un po’ quello che deve accadere in Italia: abbiamo una grande Storia ma il nostro compito non è solo valorizzare quel passato ma inserirci nel contemporaneo”, dichiara il ministro Dario Franceschini nel suo intervento. “I campi in cui l’Italia è stata grande, come nel cinema internazionale del dopoguerra, ci impongono di investire sul futuro, ci sono finestre che si aprono sull’umanità: investiamo sulla gloria di Cinecittà, per poter esercitare un ruolo europeo di leadership. Questo ci spinge a lavorare ‘come Europa’: i singoli Stati sono piccoli, con difficoltà reggono la competizione. Ma l’Europa messa insieme è il più grande dei produttori e il più grande dei consumatori di audiovisivo del mondo. In questo contesto l’Italia ha la possibilità di esercitare una leadership’.

Va in questo senso anche l’espansione fisica di Cinecittà, oltre agli importanti investimenti previsti per il periodo 2021-2026, su un terreno di 40 ettari grazie al coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti. E l’ecocompatibilità, per il Ministro, sarà un valore da tenere bene a mente.

‘Si dice che le crisi creano opportunità. Nel dopoguerra il Paese versava in una enorme terribile devastazione, e l’Italia – anche in un quadro di contrapposizioni politiche, ma di coesione – è riuscita a diventare una potenza industriale.

Anche ora stiamo uscendo da qualcosa di simile a una guerra. E i dati ci stanno dicendo che ora cresciamo più in fretta di altri paesi. La cultura sarà uno dei motori di questa crescita. E Cinecittà fa parte di questa occasione’ ha concluso il Ministro.

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