venerdì, 25 settembre 2020

Torino Film Festival, i nuovi direttori della fotografia

Torino Film Festival, i nuovi direttori della fotografia

Roma, 26 novembre (Red. Cin) – ‘C’è ancora luce nel cinema italiano?’. E’ stato il tema dell’incontro organizzato da 8 ½ la rivista edita dall’Istituto luce Cinecittà, e diretta da Gianni Canova, con protagonisti i direttori della fotografia di nuova generazione, oggi al Torino Film Festival. ”Quando faccio il direttore della fotografia mi sento anch’io un autore, un complice. Mi viene facile essendo anche regista- dice Daniele Ciprì -. Il cinema si deve fare con poco come accadeva una volta. Come faceva ad esempio Bava. Noi siamo poveri e resta un insulto alla povertà spendere molto”. Per lui una fonte d’ispirazione sono le chiese e soprattutto San Pietro: “Andateci per imparare come illuminare un set, guardate la realtà e soprattutto nel pomeriggio quando la luce è quella giusta, oppure all’alba: esco spesso la mattina presto per guardare Roma”.

Enzo Carpineta si sente invece ”un artigiano al servizio di un autore che è il regista. Certo – aggiunge – a volte capita di avere più esperienza di chi ci dirige. Cosa che fa sì che il regista si senta scavalcato dalla nostra competenza. Comunque, secondo me, il regista è una persona che segue un’utopia e tutta la troupe alla fine deve seguirlo in questa utopia”. Secondo la napoletana Francesca Amitrano ”Sicuramente i mezzi oggi facilitano le donne in questo mestiere, ma quello che resta è sempre il pregiudizio verso questo lavoro al femminile”.

 

Laura Delli Colli, che ha moderato l’incontro, figlia e nipote d’arte con lo zio Tonino e il padre Franco, avrebbe voluto proseguire la tradizione di famiglia, “ma mi sconsigliavano perché consideravano il mestiere troppo duro fisicamente per una ragazza, con gli chassis da caricare, le macchine da portare, però giocava contro anche l’ambiente maschile e maschilista del set”.

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