mercoledì, 23 settembre 2020

Taranta on the road chiude il Calcata Film Festival

Taranta on the road chiude il Calcata Film Festival

Roma, 5 dicembre – «Un successo e una speranza per il cinema che ha bisogno di coraggio e investimenti per tornare a riempire le sale». Con queste parole il direttore artistico Franco Mariotti ha salutato gli spettatori del Calcata Film Festival terminato ufficialmente con la chiusura delle mostre nel borgo di Calcata. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, in due settimane, oltre a raccontare e mostrare il cinema del passato e del presente e tentare di immaginare quello del futuro, ha cercato quest’anno di omaggiare la bellezza del territorio che da tre anni ospita il festival e di favorire il dialogo interculturale.

Obiettivi raggiunti nelle giornate del festival con una selezione delle molte pellicole girate nel territorio dei comuni di Calcata, Mazzano Romano, del Parco Regionale della Valle del Treja e Faleria, con mostre e lezioni di cinema e affrontando il tema dell’immigrazione con una serie di lungometraggi e cortometraggi di autori italiani e migranti.

Come i lavori di Gaston Biwolé e Kassim Yassin Saleh che hanno chiuso la rassegna “Il cinema dell’immigrazione” con due cortometraggi: “A special day” (Biwolé-Saleh) e “Idris” (Saleh). I due cortometraggi hanno preceduto la visione del road-movie in salsa tunisino-pugliese “Taranta on the road” di Salvatore Allocca che con i ritmi del Salento e ironia racconta il tentativo di trovare un posto al mondo di due ragazzi tunisini usando la leggerezza senza rinunciare a introdurre elementi drammatici della realtà di chi fugge in Europa.

«È particolarmente significativo e sono felice che la rassegna si concluda con il lavoro di Gaston Biwolé, cristiano, e Kassim Yassin Saleh, musulmano» ha commentato la direttrice organizzativa del festival Rossella Piergentili presentando al pubblico i due registi presenti alla proiezione con Paolo Ravalli, direttore della fotografia di “A special day”, Luciana Potito, costumista di
entrambe i corti e Omar Camiletti, portavoce della Grande Moschea di Roma – «Gaston e assim, con la loro collaborazione e il loro cinema, sintetizzano quel messaggio di umanità, ispetto e dialogo che abbiamo trovato in tutte le opere presentate nelle giornate della rassegna».

Il risultato artistico di questa collaborazione tra il regista Biwolé, originario del Gabon che vive e lavora in Italia da tempo, e Kassim Yassin Saleh, originario di Gibuti, è “A special day”, un corto in bianco e nero di ispirazione neorealista e una fotografia molto curata, girato tra Trastevere e Ponte Sisto in soli cinque giorni, che si è guadagnato lo “Short Corner” del Festival di Cannes
del 2016. Dal bianco e nero della coppia Biwolè-Saleh, ai colori sgargianti di “Idris” che Kassim Yassin Saleh gira partendo da un suo soggetto e affidando la sceneggiatura a Heidrun Schleef, Alessia Gallo e Adriano Chiarelli.

Leggi anche