sabato, 26 maggio 2018

Retrospettiva alla Casa del Cinema su Sergio Martino

Retrospettiva alla Casa del Cinema su Sergio Martino

Roma, 18 gennaio -– In occasione della recente pubblicazione dell’autobiografia di Sergio Martino, la Casa del Cinema ospiterà, ogni lunedì dal 15 al 29 gennaio, una rassegna curata dalla Cineteca Nazionale su alcuni film che hanno contrassegnato non solo la filmografia del regista ma anche gli usi e i costumi di una società italiana, quella degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta, attraversata da un mutamento culturale e antropologico. Sergio Martino, più di altri cineasti, è riuscito, grazie a un eclettismo straordinario, a spaziare in ogni genere (il thriller, il poliziesco, la commedia, l’avventuroso, il western, l’erotico, il documentario…), per soddisfare platee che chiedevano di sognare, di scappare dalla dura realtà, per immergersi nelle bellezze impossibili di Edwige Fenech, Barbara Bouchet, o essere terrorizzati dal serial killer di turno, o ridere a crepapelle di fronte alla maestria di comici come Lino Banfi. E come testimonia la bellissima autobiografia, Sergio Martino ha conservato coerentemente un understatement e un’ironia di tipo anglosassone. Ne è un esempio lampante una sua dichiarazione presente nell’omonimo volume: «Questa è la storia del lavoro di un “regista trash emerito”, come mi diverte considerarmi ora, cercando di bilanciare gli insulti dei critici all’uscita dei miei film, negli anni Settanta e Ottanta, e gli osanna delle nuove generazioni che hanno potuto apprezzare in dvd i miei film e rivalutarli, il tutto grazie alla stima di Quentin Tarantino, Eli Roth, Jaume Balaguerò e altri autori e critici stranieri, bontà loro».

La prima parte della rassegna si concluderà lunedì 29 gennaio, giorno in cui verrà presentata l’autobiografia del regista Mille peccati… nessuna virtù? durante un incontro che vedrà la presenza dello stesso Sergio Martino e la presentazione di Steve Della Casa.

PROGRAMMA

LUNEDÌ 22 GENNAIO | Più rosso del nero… il thriller all’italiana

ore 15.30 Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave di Sergio Martino (1972, 96’)

In una cittadina veneta accadono misteriosi omicidi. Viene accusato dei misfatti il decadente scrittore Olivier Ruevigny, ma la sua morte rimette tutto in gioco.

«Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave è probabilmente uno dei più fedeli adattamenti del racconto di Poe per lo schermo. Nonostante le varie contaminazioni, che vanno dal thriller stile Argento alle incursioni nell’erotico, il film di Martino mantiene sempre ben presente il senso del racconto di Poe, pur con le evidenti trasformazioni. L’atmosfera è a metà strada tra il gotico-decadente e il thriller, tra l’horror italiano degli anni Sessanta e gli incubi creati da Poe» (Bruschini-Tentori). «Inutile ricordare che allora gli effetti digitali non c’erano e le riprese con gli animali si facevano affidandosi alla fortuna e a piccoli trucchi, come attirarli in precise direzioni nascondendo mangime, lungo la traiettoria desiderata» (Martino).

ore 17.30 Morte sospetta di una minorenne di Sergio Martino (1975, 101’)

Milano è sconvolta dal ripetersi di numerosi crimini, tra i quali primeggia la scomparsa delle minorenni. Il commissario Paolo Germi (Claudio Cassinelli), tutt’altro che fiducioso rispetto ai metodi tradizionali della polizia, per indagare sull’assassinio di una certa Marisa e poi di Floriana e infine di Gloria si finge a sua volta piccolo scippatore e assume quale aiutante il ladruncolo, Giannino (Adolfo Caruso). Curioso pastiche di generi (poliziesco, thriller, commedia), Morte sospetta di una minorenne è tra i thriller preferiti del regista. «Il film, distribuito dalla Titanus, doveva intitolarsi Milano violenta o qualcosa di simile, perché raccontava di una città ancora in preda al terrorismo […]. Ambientato in una Milano periferica, in parte ricostruita a Roma, ricordo quel film, come uno dei miei migliori» (Martino).

LUNEDÌ 29 GENNAIO | Le città tremano… il poliziesco all’italiana

ore 16.30 Milano trema: la polizia vuole giustizia di Sergio Martino (1973, 103’)

«Nella Milano dei tempi di Calabresi, Luc Merenda è un ispettore radiato dalla polizia per i suoi metodi sbrigativi e per il suo anticomunismo. Ma seguita a lottare contro i malviventi e scopre un giro capeggiato da un alto funzionario della Questura e da un editore fascista. I due cercano di corromperlo perché vada dalla loro parte, ma Merenda spara. Verina Glassner al tempo sul “Monthly Film Bulletin” lo bollò di fascismo alla Callaghan facendo notare certe battute di Merenda sugli anarchici e sui comunisti. Per far parlare una ragazza le mostra la foto di una donna incinta morta commentata da un terribile “Ti piace l’inizio della rivoluzione? Non è certo una gran bella bandiera per il Cremlino”. […] La risposta del tempo di Martino: “Sono stato tra i primi a fare un film sulla polizia, un film che conteneva anche dei riferimenti all’attualità, al caso Calabresi. Ma il valore politico di questi film è sempre abbastanza relativo, hanno sempre una matrice qualunquista, di destra, cioè si vede il poliziotto, il commissario che in uno stato democratico è molto limitato, non gli vengono dati mezzi adeguati. E allora cerca di farsi giustizia da sé e ci riesce”» (Giusti). Con Luc Merenda, Richard Conte, Silvano Tranquilli, Carlo Alighiero, Martine Brochard.

A seguire Incontro moderato da Steve Della Casa con Sergio Martino. Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro di Sergio Martino Mille peccati… nessuna virtù? (autobiografia), Bloodbuster edizioni, 2017.

Leggi anche