lunedì, 21 settembre 2020

Morabito torna al cinema con Che cos’è un Manrico

Morabito torna al cinema con Che cos’è un Manrico

Dopo Il venditore di medicine, Antonio Morabito torna sugli schermi ad aprile con un documentario che Istituto Luce ha ‘riscoperto’ e voluto riproporre alle sale, in una versione nuova e rimontata rispetto a un lavoro di tre anni fa.

Che cos’è un Manrico racconta una settimana d’estate a Roma, calda, assolata, turistica, di Manrico, un trentenne distrofico che può muovere solo la testa e i pollici, e Stefano, l’operatore che assiste Manrico. Non è un film sulla distrofia o la disabilità, ma una commedia, un dramma, un road-movie surreale e realissimo, con protagonista un distrofico.

Il viaggio dei due amici nella città si snoda tra strade piene di buche, gelaterie, ascensori complicati, partite di hockey, canzoni, fantasie e ricordi sessuali, traffico, sole, nonne irrefrenabili, social networks, battute a raffica, confessioni fondamentali o eventuali. Come due metropolitani Don Chisciotte e Sancho Panza, Manrico e il suo scudiero ci mostrano le cose di tutti i giorni come delle inaspettate avventure. Con una crudezza armata di candore e sorriso, ci mostrano il quotidiano come non lo vediamo.

“Nell’arco di questi mesi ho visto quanto Manrico sia fatto della stessa materia di cui sono fatto io – dice Morabito – Per ogni elemento di diversità dovuto alla malattia, ce ne sono mille di affini dovuti all’esistenza. Da tempo Manrico mi propone di fare un film basato sulla sua vita; ho pensato che un buon modo fosse quello di mostrare direttamente lui, senza facili pietismi o generiche accuse al sistema, ma limitandosi a far vedere semplicemente quella che per lui è la normalità. È quindi la quotidianità che voglio mostrare in questo documentario; la normalità di una persona diversa ma uguale”.

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