sabato, 25 novembre 2017

Legge cinema: autori preoccupati per i decreti

Assemblea straordinaria presso la Casa del Cinema di Roma per il nuovo fronte unitario del cinema e dell’audiovisivo italiano che da tempo esprime le istanze di autori, registi, produttori, distributori, critici, festival, promozione e industrie tecniche compatti e rappresentati da tutte le sigle degli autori: ANAC, 100 Autori e WGI, le sigle della produzione e distribuzione indipendente: AGPCI e CNA PMI e le sigle di critici e festival SNCCI e AFIC.

Questa vasta rappresentanza del comparto cine-audiovisivo italiano si è riunita d’urgenza a seguito dell’esame delle prime bozze di alcuni fra i decreti attuativi della nuova legge cinema e del primo incontro con il neo insediato Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo.

Molte le preoccupazioni. In primis le definizioni di “Produttore Indipendente”, “Distributore Indipendente” di “cortometraggio” e “Film Difficile”, fondamentali per una legge che anche secondo gli schemi europei dovrebbe sostenere i prodotti di qualità, innovativi e di sperimentazione e le aziende indipendenti che in tutto il mondo ne sono il chiaro motore di sviluppo.

Le bozze dei decreti sul credito d’imposta ignorano infatti l’aspetto essenziale per qualificare l’indipendenza del produttore cinematografico e che è invece alla base della normativa europea, vale a dire la titolarità di almeno il 30% dei diritti. Nel settore della distribuzione per la definizione d’impresa indipendente non si possono invece ignorare gli aspetti dell’alterazione della concorrenza determinati dall’integrazione verticale con l’esercizio e la produzione. Per quanto riguarda il cortometraggio, il dispositivo immaginato, prevedendo requisiti difficilmente realizzabili nelle attuali condizioni del mercato italiano, come ad esempio l’uscita in 15 sale, ridurrebbe drasticamente la produzione di corti, indispensabile palestra per i giovani registi e produttori.

Infine per i film cosiddetti “difficili” la definizione che è stata prevista in funzione dell’intensità degli aiuti è talmente onnicomprensiva che quasi la totalità dei film italiani saranno considerati “difficili” e potranno ricevere al 100% la copertura finanziaria da risorse pubbliche (nazionali, regionali, europee…) tramite incentivi e sgravi fiscali. Inefficaci anche le norme attuative per favorire la scrittura e lo sviluppo dei progetti che rimangono sostanzialmente invariate rispetto al passato e disattendono quel ruolo propulsivo che il legislatore gli ha invece attribuito nell’articolato della nuova legge.

 

Nel constatare che l’ammontare di credito d’imposta disponibile per ogni singola impresa è stato elevato fino a 16 milioni di euro e la totale assenza di una definizione o un tetto previsti per i gruppi (con più imprese collegate), tutte le associazioni presenti all’assemblea hanno denunciato che il provvedimento determinerà la contrazione del numero d’imprese che nei prossimi anni potranno operare nel settore dell’audiovisivo in quanto l’assegnazione dei fondi riguarderà al massimo a una decina di aziende.

 

Nell’attesa di analizzare tutti gli altri decreti, tra gli altri quelli sull’esercizio, i sostegni selettivi e automatici, il tax credit esterno, la nomina dei 5 esperti, ANAC, 100autori, WGI, AGPCI, CNA PMI, SNCCI e AFIC, che hanno espresso le stesse preoccupazioni al Consiglio Superiore del Cinema e dell’audiovisivo – in particolare per la linea di tendenza che allontana la legge dal dettato delle direttive europee, sia per il rispetto del principio di “eccezione culturale” che in materia di aiuti di Stato – unitariamente hanno chiesto con la massima urgenza un incontro al Ministro Dario Franceschini insieme con il Direttore Generale Nicola Borrelli e si sono riservati la possibilità di adottare tutte le opportune iniziative presso le istituzioni competenti sia in sede nazionale che europea, prima fra tutte l’Antitrust.

 

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