sabato, 29 aprile 2017

‘Lascia stare i santi’ in tour

‘Lascia stare i santi’ in tour

Roma, 30 gennaio –  Arriva nelle sale italiane, distribuito da Luce-Cinecittà, Lascia stare i santi, il nuovo film documentario di Gianfranco Pannone, accompagnato dalla ‘scrittura musicale’ di Ambrogio Sparagna, e dalle voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, dedicato a un tema antico, e sorprendentemente vicino e affascinante: un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali… Soggetti di uno sguardo ‘provocatorio’ e affascinante, espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che come il film mostra in maniera emozionante, così lontano non è.

Il film di Pannone inizia oggi, lunedì 30 gennaio, un tour in numerose città italiane a partire dall’anteprima di Roma al cinema Apollo 11 (dove proseguirà la programmazione da giovedì 2 febbraio), poi a Milano (cinema Beltrade, dal 2 febbraio), Napoli, Torino, Bologna, proseguendo per tutto febbraio e marzo, con uno speciale incontro, in tante delle tappe previste, tra cinema ed esibizioni dal vivo di Ambrogio Sparagna, insieme a musicisti della città dove si proietta il film.

 

Ancora oggi, specie nel Sud Italia, con “isole” anche al Nord, la fede popolare è un fatto concreto, che trova la sua massima espressione nel canto, nella musica. E i suoni proposti in questo film da Ambrogio Sparagna ne sono una chiara testimonianza. Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce, fatto di documentari e cinegiornali d’epoca, asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che Gianfranco Pannone, con sguardo laico, rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente. Le immagini religiose di oggi assumono un posto di rilievo in quest’epoca che non sembra più anelare al sacro, ma di cui nel profondo la gente sente ancora il bisogno, in Veneto come in Sicilia, nel Lazio come in Puglia. E le parole di alcuni intellettuali – rilette da Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni – sono lì a ricordarcelo: da Silone a Pasolini, da Scotellaro a Soldati, fino a Gramsci.

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