martedì, 17 luglio 2018

Concluse le riprese di The book of vision

Concluse le riprese di The book of vision

Roma, 18 dicembre – Si sono appena concluse in Trentino le riprese di The Book of Vision per la regia di Carlo Hintermann. Il regista italo-svizzero, dopo le riprese in Belgio è tornato in Trentino per portare a termine il suo ultimo lavoro che annovera un cast internazionale: dalla star di Game of Thrones Charles Dance all’attrice olandese Lotte Verbeek (Outlander, Pardo D’Oro per Nothing Personal) dall’attore svedese Sverrir Gudnason (Borg vs McEnroe) agli italiani Filippo Nigro e Giselda Volodi.

Importante e prestigiosa la produzione internazionale di The Book of Vision che vede Terrence Malick come produttore esecutivo e illustri maestranze al servizio di una storia sospesa tra fantasy e mistero. La direzione della fotografia è di Jörg Widmer, già al fianco di registi come Wenders, Malick, Tarantino, Haneke, Polanski, Spielberg; la scenografia è affidata a David Crank (Il Petroliere, The Master, Lincoln, Hannibal, The Tree of Life), mentre i costumi sono del napoletano Mariano Tufano, che dopo il suo esordio con Nuovomondo (Davide di Donatello come migliore costumista) ha firmato numerose produzioni nazionali e internazionali.

Carlo Hintermann, classe 1974, è regista, produttore, musicista, ma anche distributore e autore di libri sul cinema, oltre che già collaboratore di grandi registi, americani e non, a partire da Terrence Malick che di The Book of Vision è appunto produttore esecutivo.

The Book of Vision è prodotto da Citrullo International Srl con Entre chien et loup (Belgio) e Luminous Arts Productions (UK) in collaborazione con Rai Cinema con il sostegno di MiBACT e in collaborazione con Trentino Film Commission e Wallimage.

LOCATION IN TRENTINO: Monti Lessini nel comune di Ala, Castel Campo a Campo Lomaso, Stenico, Lago di Levico, Castel Pietra a Calliano.

SINOSSI – Eva, giovane e promettente medico, abbandona all’improvviso una sua brillante carriera per studiare Storia della Medicina e lasciarsi alle spalle il suo passato. In realtà quella che sembra una scelta incomprensibile è motivata da una condizione profondamente drammatica. Nella sua “fuga” Eva incontra Henry, il tutor con il quale lavora su “Il libro delle visioni”, uno scritto di Joahn Anmuth, medico prussiano del XVIII secolo, che contiene le speranze, le paure e i sogni di più di 1.800 pazienti. Le vicende del medico si intrecceranno indissolubilmente con quelle di Eva, in un gioco di specchi tra presente e passato.

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