martedì, 11 dicembre 2018

Berlinale: Groening e il tempo della violenza

Berlinale: Groening e il tempo della violenza

Roma, 22 febbraio .Heidegger è lo spunto di Mio fratello si chiama Robert ed è un idiota, il film di Philip Groening in concorso alla Berlinale. Tre ore di racconto che ruota intorno al concetto del tempo, giocando, appunto sulla filosofia, ma anche sulla vita di un povero benzinaio che viene ucciso per scommessa con la complicità della sua stessa ragazza. Una nuova provocazione forte del regista che nel film mostra anche una scena di incesto.

Autore de La moglie del poliziotto che fu premiato a Venezia cinque anni fa il regista racconta la sua storia estrema come nella tradizione del suo cinema giocando sulla vita di due adolescenti protagonisti di una storia che si svolge nell’arco di appena due giorni, nel weekend che precede l’esame di maturità. La scommessa che dà il via alla sfida? Chi riuscirà a perdere la verginità prima dell’esame, avrà vinto. “La violenza è sempre in agguato dentro di noi e fa parte della storia dell’umanità” dice il cineasta.

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