giovedì, 1 ottobre 2020

Anime nere, dal libro al film

Anime nere, dal libro al film

Esce il 15 dicembre in libreria con Rubbettino “Anime nere: dal libro al film”, a cura di Goffredo Fofi e Luigi Franco, che racconta come le vicende di un piccolo paese della Calabria abbiano finito per occupare le pagine del New York Times.

La storia dell’incredibile successo del best seller di Gioacchino Criaco, scrittore esordiente di Africo e, successivamente, dell’omonimo film di Francesco Munzi, la cui eco ha superato l’oceano per essere acclamato a livello internazionale, sembra essa stessa un romanzo. A scriverlo sono gli autori di questo libro che ben ricostruisce le tante emozioni, l’impegno, gli ostacoli e i meritati riconoscimenti che hanno reso grande il fenomeno “Anime nere”.
Nel libro, curato da Luigi Franco e Goffredo Fofi, si racconta il prima e il dopo: un prima e dopo che possono essere collegati solo tenendo come filo conduttore la potenza narrativa di una storia nera come le anime dei protagonisti e rossa come la passione di chi ha contribuito a scriverla.
Prima c’è un manoscritto che sulla scrivania del direttore editoriale della Rubbettino Luigi Franco cui va il merito di aver seguito anche l’editing del libro. È il manoscritto di un esordiente che ha da raccontare una storia sulla Calabria. Una storia recente.

Dopo c’è il successo in libreria, il primato nelle classifiche, a cui hanno fatto seguito gli allori del film diretto da Francesco Munzi: i 9 David di Donatello, la rincorsa all’Oscar tra gli italiani finalisti in concorso per il miglior film straniero, i 3 Nastri d’Argento, il successo con cui il film è stato accolto alla 71esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, e la candidatura del regista al Leone d’Oro.
In mezzo, raccolte sapientemente nel libro di Fofi e Franco, ci sono le voci dei protagonisti, di Criaco e Munzi, della loro competenza e passione, ma ci sono anche i racconti, candidi, di chi ha partecipato al film, di Angela, che da un piccolo paesino della locride si trova a cantare attraverso il maxischermo delle sale del mondo intero la nenia funebre tramandatale da generazioni e generazioni; di Stefano Priolo di Africo, di Peppino Fumo di Gioia, di Pasquale Romeo di Bova, persone normali, lontanissime dallo star system che si sono inaspettatamente trovate a calpestare il red carpet di Venezia; ci sono gli attori veri, quelli professionisti, calati anch’essi in una realtà prima diffidente, poi calorosa e accogliente come quella calabrese sa essere.

 

 

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