mercoledì, 27 maggio 2020

Al Trieste Film Festival Il dono, documentario sul periodo di Tarkovskij in Italia

Al Trieste Film Festival  Il dono, documentario sul periodo di Tarkovskij in Italia

Roma, 14 gennaio – Arriva in prima italiana al Trieste Film Festival 2020, dopo le anteprime internazionali nelle prestigiose vetrine del Bafici di Buenos Aires, e del Festival di Varsavia, Il dono, opera prima documentaria di Giuliano Fratini, e un racconto-evento: il primo film a documentare un capitolo del tutto inedito – eppure decisivo – della carriera di uno dei grandi del cinema di tutti i tempi, Andrej Tarkovskij.

Il Dono porta letteralmente alla luce una storia occultata per decenni di uno degli avamposti della storia del cinema mondiale: Andrej Tarkovskij. L’autore di capolavori totali come L’Infanzia di Ivan, Andrei Rublev, Solaris, Lo Specchio – il suo film più personale e l’unico a non aver ricevuto premi – è una pietra angolare che ha influenzato e continua a influenzare intere generazioni di cineasti. Il film di Giuliano Fratini mostra l’ultima fase della vicenda esistenziale legata al suo esilio italiano, quando dopo l’uscita in sala di Nostalghia, esaurito il permesso di lavoro all’estero concesso dalle autorità sovietiche, l’artista decide di non rientrare in patria e di tagliare definitivamente i legami fisici con la Russia, cui è visceralmente e spiritualmente legato. Da quel momento è un esule, un ‘traditore della patria’ secondo i rapporti riservati del KGB – alcune delle cui spie si riveleranno suoi accesi ammiratori. Siamo nel 1983, e Tarkovskij trova un rifugio italiano in un paesino della provincia romana, un borgo medievale nei pressi di Tivoli. Qui inizia l’ultimo capitolo del suo soggiorno italiano, che si rivelerà straordinariamente importante e fecondo nella sua opera e nell’immagine che questo genio della visione ha voluto consegnare al mondo, proprio come ‘un dono’.

Leggi anche